Umberto, le mani nella creta «Vorrei donare le mie opere»
Bellonzi ha realizzato oltre 100 lavori in terracotta, tema l’antica civiltà contadina Collezione che ora vuole mettere a disposizione per una mostra permanente
PORTOMAGGIORE. Da oltre trent’anni si dedica a modellare la creta, rappresentando quanto la sua memoria ricorda degli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Una passione che Umberto Bellonzi, 84enne di Portomaggiore, ha messo a frutto quando era docente di Educazione tecnica alle scuole medie: per meglio illustrare lo stile della vita contadina di inizio ’900, le sue sculture in terracotta le mostrava in classe per poi commentarle con i ragazzi.
Da allora la sua collezione è cresciuta notevolmente, sono infatti ben 105 le scene relative agli antichi mestieri (fabbro, gelataio, falegname, fornaio), ai giochi, ai lavori domestici (cucito, bucato, cucina), alle attività stagionali (macellazione del maiale, mietitura, le serate d'inverno accanto alla “rola”). Tutto è stato ripreso come in un fermo-immagine tridimensionale di creta. Ma Bellonzi ha creato anche riproduzioni di chiese e persino un Teatro Concordia in miniatura, un segnale di buon auspicio per il suo completo recupero.
Ora l’ex insegnante, che fu anche amministratore del Comune portuense all’inizio degli anni Novanta e presidente della Scuola di musica Mafalda Favero dal 2016 al 2019, ha maturato la decisione di non disperdere questo piccolo patrimonio artistico-culturale, e mette a disposizione le sue opere, donandole, per chi volesse farne una mostra permanente. Partirà, ovviamente, dal Comune di Portomaggiore che è ritenuto, ove l’operazione fosse possibile, il più adatto e consono ad ospitare le sue creazioni, già esposte in passato in occasione di varie feste sul territorio. Un pezzo di storia del Portuense, insomma, “cerca casa”.
M.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
