La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio  

Trivelle e subsidenza La Regione chiede tutele per l’Adriatico

Fabio Terminali
Trivelle e subsidenza La Regione chiede tutele per l’Adriatico

Il rischio che incombe è l’abbassamento del suolo Gli ambientalisti contestano le posizioni istituzionali

3 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. Più tutele per la fascia costiera dell’Adriatico, al fine di scongiurare il rischio subsidenza. È il principio con cui si è mossa la Regione Emilia-Romagna nel formulare le nuove osservazioni sul Pitesai, ovvero il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. In pratica, lo strumento di pianificazione delle attività minerarie sul territorio nazionale, volto ad individuare le aree dove sarà possibile svolgere o continuare a svolgere le attività di ricerca, prospezione e coltivazione degli idrocarburi.

Allineandosi a quanto richiesto da Arpae e Parco del Delta del Po, la Regione ha chiesto di ridurre la soglia di 25 millimetri l’anno di abbassamento del suolo (un fenomeno provocato anche dalle attività estrattive) oltre cui scatterebbe lo stop ai permessi di ricerca. Rispetto all’attuale Pitesai, nel Ravennate rientrerebbero nella fascia protetta dalle trivelle anche Lido Adriano e Lido di Dante. «Non paiono essere affrontati in maniera adeguata gli impatti sulle zone costiere dovuti alla subsidenza e all’innalzamento del livello del mare», scriveva la Regione in maggio, nella prima fase della consultazione dei territori lanciata dal ministero della Transizione Ecologica. Argomentazioni poi ribadite. Il 30 settembre questa procedura è terminata e il Pitesai è stato trasmesso dal ministero alla Conferenza Unificata, l’istituto giuridico che riunisce i diversi livelli istituzionali del Paese. Tornando al parere inviato, la Regione aveva il difficile compito di fare sintesi tra territori le cui istituzioni sono tendenzialmente favorevoli alle estrazioni, come Ravenna, e altre come il Ferrarese che chiede che il suo territorio ne sia escluso. Sul tema si era già espresso il Comune di Comacchio. Nelle sue osservazioni, aveva richiesto «di non concedere il rilascio di ulteriori concessioni di: ricerca, di coltivazione e stoccaggio di idrocarburi nel territorio del Delta del Po trattandosi di area particolarmente fragile, soggetta a subsidenza, a dissesto idraulico».

Anticipando che ricorrerà al Tar se l’osservazione non verrà recepita. E ancora: «I danni irreversibili e i costi causati dal fenomeno della subsidenza possono essere notevoli per la costa e più in generale per il territorio – ha scritto l’amministrazione comunale lagunare –. Proprio per bloccare la subsidenza ormai da almeno 30 anni sono stati fermati gli emungimenti dalle falde. In questi anni l’unico fenomeno antropico che fa procedere il fenomeno appare solo l’attività di estrazione di gas».

Anche la Provincia di Ferrara ha inviato le sue osservazioni, analoghe a quelle di Arpae. Tra le istanze pure quelle di prevedere il vincolo assoluto all’attività mineraria per i siti Unesco (dal 2015 l’area del Delta del Po è riconosciuta quale riserva della biosfera Mab Unesco), per i siti della Rete Natura 2000 e le aree terrestri di distribuzione di specie e habitat inclusi in liste rosse. Chiesto inoltre di «esplicitare il significato di insediamenti ad alto tasso di urbanizzazione considerato tra i criteri ambientali come vincolo relativo di esclusione, per valutarne la ricaduta sulla scala locale».

Su questi temi è molto attivo e vigile il mondo ambientalista, che teme il ritorno delle trivellazioni, essendo scaduta il 30 settembre la moratoria (già prorogata) che ha sospeso, per due anni e mezzo, i nuovi permessi per la ricerca e la prospezione in mare e su terraferma. Il coordinamento Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia Romagna critica la stessa Regione: «È ambivalente, come sempre. Da una parte chiede maggiore tutela delle aree intorno al Parco Delta del Po, d’altra parte mostra il suo lato “fossile” e anacronistico quando inneggia al gas come combustibile di transizione».

Fabio Terminali

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google