La Nuova Ferrara

Ferrara

Anziana inferma «Al posto del bagno uso una bacinella»

Gio.Corr.

Appello di una signora in sedia a rotelle: ho bisogno di assistenza e di cambiare casa 

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il caso

Lamenta una situazione ormai divenuta insostenibile e la mancanza di ascolto da parte dell’amministrazione, a cui pure continua a rivolgere appelli, per ottenere una casa popolare, ma anche assistenza, soprattutto dopo la caduta che le ha provocato la rottura di tibia, perone e legamenti, e che ora la costringe su una sedia a rotelle. Lei è una maestra di sostegno nelle scuole primarie, «precaria» sottolinea. «Proprio a scuola è avvenuta la caduta che ora mi obbliga su questa sedia: sono relegata in casa, senza che nessuno possa aiutarmi. Ho due figlie ma non possono occuparsi di me: la più piccola mi dà una mano per quello che può ma poi deve studiare, non può aiutarmi tutto il tempo». La casa peraltro «di proprietà della Curia, che ringrazio, deve essere tutta ristrutturata, c’è muffa, c’è freddo, le finestre non si chiudono, e soprattutto ora non è adatta alle mie condizioni». Il bagno per esempio si trova al piano di sopra, così è stato sostituito «da una bacinella – racconta la signora – in più sono stata costretta a spendere diverse decine di euro per comprare dei pannoloni. E non riesco a farmi la doccia o lavarmi i capelli», dice disperata. Al Comune «ho chiesto una casa popolare e assistenza: ho chiesto di parlare con il sindaco e il vicesindaco ma non ho ricevuto risposta. Mi avevano detto – dice la signora – che il vicesindaco era in ferie, che mi avrebbero richiamato, ma poi non li ho più sentiti. Mi sono rivolta anche all’assessore Coletti, che mi ha detto di rivolgermi all’Asp, ma sono stati tutti incontri vani».

Il gesso lo dovrà tenere almeno per un mese, «ma forse di più – dice – e poi comunque ci sarà la riabilitazione. Non posso vivere così, mi sembra di stare in un campo nomadi: sono costretta a dormire sul divano accanto all’ingresso – dice la maestra – in uno spazio piccolo, perché non posso salire le scale. Non voglio certo fare compassione ma non voglio perdere la dignità, e se nessuno mi aiuterà non mi arrenderò, cercherò aiuto ovunque».

Gio.Corr.

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