Nutrie sempre più voraci «Le gabbie non bastano»
Raccolti devastati e sicurezza degli argini a rischio per i roditori fuori controllo Andreotti (Confagricoltura): bisogna agire subito aumentando i coadiutori
Permane l’emergenza causata dalla sempre più massiccia presenza di nutrie nel nostro territorio. Per Marco Andreotti, consigliere di Anga, l’associazione dei giovani di Confagricoltura e vicepresidente della delegazione portuense di Confagricoltura, è necessario un salto di qualità nel contrasto a questo flagello: «Siamo una famiglia di agricoltori insediata a Portomaggiore da metà del secolo scorso, purtroppo i pesanti cambiamenti climatici, l’arrivo di insetti alieni e l’invasione delle nutrie hanno reso il nostro lavoro sempre più arduo. Per il futuro, se da un lato viene chiesto all’agricoltura di produrre di più nel rispetto dell’ambiente, dall’altro ogni anno sono sempre di più gravi i danni che queste specie invasive procurano ai nostri raccolti - questa la sua premessa - Per quanto riguarda le nutrie, a mio parere occorrono più gabbie, un maggiore controllo rispetto a coloro che le manomettono o distruggono, fenomeno che sta aumentando di giorno in giorno, e sistemi di contenimento più efficaci: basta rincorrere le emergenze, dobbiamo prevenire questa devastazione, perché il problema è di portata impressionante».
Questi roditori nell’arco di pochi decenni, in assenza di predatori e grazie all’elevato tasso riproduttivo (circa 14 piccoli per femmina all’anno), sono diventate un flagello per l’agricoltura, un pericolo per la sicurezza stradale e per chi lavora nei campi con mezzi meccanici, mettono a repentaglio la sicurezza idrica provocando continui allagamenti durante le stagioni piovose. Le zone maggiormente colpite sono quelle confinanti con i corsi d’acqua, dove frane e smottamenti sono all’ordine del giorno causando, tra l’altro, restringimenti di strade e capezzagne, con grave rischio sia per gli agricoltori che transitano con mezzi agricoli, sia per i cittadini che transitano con mezzi privati.
Le operazioni sino ad oggi attuate si sono rivelate molto utili, ma insufficienti. La nutria, le cui dimensioni possono arrivare ai 60 centimetri con un peso che varia da 2 a 4 kg fino a raggiungere i 7-9 kg, ingerisce 1.500 grammi di alimento fresco al giorno arrivando, negli esemplari adulti, fino a 2,5 kg. Questo animale infestante si nutre di piante coltivate che trova in maggior concentrazione (mais, barbabietola da zucchero, riso e ortaggi vari); le colture interessate dal problema sono tutte indistintamente, l’intero coltivato è quindi esposto alla loro voracità durante tutto l’arco dell’anno.
«Nel nostro territorio, in campagna e ora addirittura nelle zone limitrofe ai centri abitati, colonie di nutrie devastano colture e la solidità strutturale degli argini dei canali e dei fiumi - è l’allarme di Andreotti - In ogni parte del nostro territorio si avverte preoccupazione e insofferenza crescente, dobbiamo intervenire quindi, oltre che con le gabbie, con più pressanti procedure che garantiscano attività di controllo e dobbiamo farlo in fretta e in maniera incisiva, snellendo la pesante contropartita burocratica che troppo spesso caratterizza ogni procedura. È un’emergenza reale e di ciò ne deve essere consapevole la collettività tutta, noi agricoltori chiediamo l’aiuto della Regione e di tutte le istituzioni affinché sia più incisivo il contenimento aumentando anche i coadiutori che tanto stanno facendo, ma che ad oggi sono in numero insufficiente».
Andrea Tebaldi
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