Polizia “Terre e Fiumi” in stato d’agitazione «Non siamo ascoltati»
COPPARO. I sindacati autonomi Sulpl (Sindacato unitario lavoratori polizia locale) e Cse-Flpl (Funzioni locali e polizie locali), non avendo ricevuto risposte da parte dall’Unione, hanno aperto lo stato di agitazione della polizia locale Terre e Fiumi. Sono molti i nodi irrisolti che in ben dieci mesi di richieste e istanze scritte da parte dei sindacati autonomi non sono stati affrontati dall’amministrazione. Problematiche contrattuali sull’orario di lavoro e sulle indennità esterne, regolamento del Corpo che non è stato aggiornato dopo le modifiche della legge regionale, problematiche di personale in quanto le assunzioni sono insufficienti per le esigenze del servizio, vestiario degli agenti anno 2021 non ancora consegnato, scelte gestionali-organizzative del comandante e infine il provvedimento per la gestione dei controlli sul green pass sono le molte tematiche oggetto della vertenza.
Tutte problematiche che da gennaio 2021 i sindacati hanno provato a portare all’attenzione dell’amministrazione, senza ricevere nessuna risposta scritta alle varie istanze presentati e agli incontri richiesti.
«Le relazioni sindacali all’interno dell’Unione - dichiara il coordinatore sindacale Luca Falcitano - sono praticamente inesistenti, una scelta ben chiara da parte del presidente Andrea Zamboni. I problemi del Corpo sono ben chiari e ormai evidenti, ma senza interlocuzione è impossibile fare proposte concrete di miglioramento. La cittadinanza deve sapere quanto sta avvenendo e questo stato di agitazione, oltre a tutelare il lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo, deve servire a rilanciare un Corpo di polizia locale che in due anni ha visto aumentare i problemi e diminuire gli agenti. Se si sono continuati a garantire i servizi al cittadino è solo grazie all’encomiabile lavoro degli agenti. Serve un deciso cambio di passo», conclude Falcitano.
Sarà ora il prefetto di Ferrara a convocare nei prossimi giorni l’amministrazione e i sindacati autonomi per il tentativo obbligatorio di conciliazione.
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