I no vax in piazza a sostegno dei portuali di Trieste
Le testimonianze di chi ha fatto ritorno dalla città giuliana Contestati i giornali e le multinazionali «che cercano e vogliono un popolo di robot»
«Giornali al soldo dei poteri forti e delle multinazionali, e che sulla falsariga dei quotidiani nazionali diffondono tra i cittadini il terrore e la paura»; obblighi come il Green Pass (dal 15 ottobre in tutti i luoghi di lavoro) vissuti come ricatti; il premier Mario Draghi invitato a dimettersi e ritenuto «a capo di un complotto che ha come scopo finale quello di minare le basi su cui poggiano i diritti dei cittadini e le libertà individuali»; e, infine, la più convinta solidarietà ai portuali di Trieste impegnati nella protesta No Green Pass. Su questo, e per la verità su poco altro, si è sviluppata ieri pomeriggio la manifestazione che ha avuto come teatro Piazza Duomo. Uno degli organizzatori è andato anche oltre arrivando a contestare (visto che si parla di vaccini) il ministro della cultura, il ferrarese Dario Franceschini, reo, sempre secondo i no vax, e stando a quanto ascoltato ieri pomeriggio, di «non fare nulla per riaprire una Cattedrale chiusa (per lavori, ndr) da 5 anni». Un centinaio i manifestanti, e tra di loro anche 2 “inviati” (tra cui un medico, lo stesso che in tono solenne ha annunciato che «la mascherina non serve a niente. Serve in sala operatoria, ma non per difendersi dal Covid») da poche ore rientrati proprio dalla città giuliana e che hanno raccontato «lo spirito solidale e la grande dignità che hanno contraddistinto la protesta andata in scena a Trieste».
Manifestazione statica (anche se alla fine un piccolo corteo ha toccato il Listone) e autorizzata dalla Questura. Alcuni manifestanti hanno preso la parola per ribadire che la loro è una lotta per la libertà.
Polizia e carabinieri hanno vigilato sulla sicurezza, con una presenza molto discreta. In piazza anche il questore Cesare Capocasa. «La gente come noi non molla mai», è stato il ritornello intonato a più riprese.
Bersaglio dei no vax anche le forze dell’ordine, definite dal medico da poco rientrato da Trieste, «forze di aggressione statale».
M. Puli.
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