Tamponi in farmacia, rischio caos Prenotazioni in continuo aumento
Nell’ultimo fine settimana boom di richieste per la certificazione valida 48 ore. Allarme dei farmacisti
Marcello Pulidori
La richiesta cresce di giorno in giorno, anzi, visti i numeri si può tranquillamente dire di ora in ora. Al punto che le farmacie non soltanto sono già sature di prenotazioni, ma il rischio è quello di non riuscire più a svolgere il normale servizio al banco. Proprio nelle ultime ore le richieste di prenotare il tampone rapido in farmacia sono esplose.
un boom inatteso
Un boom per certi versi inatteso. Certo, l’obbligo di presentare il Green Pass in tutti i posti di lavoro (in vigore dal 15 ottobre scorso) ha smosso le acque, accelerando i tempi anche dei più scettici, di coloro che il vaccino proprio non vogliono farlo. Ma il lavoro è il lavoro. E sul lavoro non si scherza. I numeri, ancora una volta, sono eloquenti: nell’ultimo fine settimana diverse farmacie, sia a Ferrara che in provincia, sono arrivate a effettuare anche 100/110 tamponi al giorno. Cifre assolutamente straordinarie. E anche le dichiarazioni dei farmacisti più conosciuti sono altrettanto eloquenti: «Abbiamo avuto un aumento notevolissimo delle prenotazioni – conferma il dottor Luigi Boari titolare di una delle farmacie più centrali, la Fides, Corso Giovecca angolo Montebello – Il tampone rapido viene effettuato solamente su prenotazione e ha una validità di 48 ore dal momento della comunicazione dell’esito». Il costo è di 15 euro. È questa la fotografia scattata e che meglio illustra la situazione nelle farmacie, comprese quelle del centro storico di Ferrara. Un impatto enorme, perché al momento la porzione di ferraresi che per non incorrere in provvedimenti sospensivi sul lavoro, anziché alla vaccinazione ricorre al tampone periodico, è ancora molto ampia. Lo è al punto che anche in un’altra farmacia “indicatore”, la farmacia Perelli, a pochi metri dallo Scalone del municipio, i titolari ribadiscono che «la media è di 30/35 tamponi al giorno, in costante crescita». C’è da sottolineare che non esiste nessun obbligo: le farmacie, sia pubbliche che private, aderiscono volontariamente al servizio. Quindi il farmacista titolare dell’attività può serenamente decidere di non effettuare alcun tampone rapido.
nessun obbligo
È il caso della farmacia Calzolari, via Cortevecchia. C’è poi un altro ordine di problemi. In quasi tutti i casi i farmacisti hanno dovuto creare spazi adeguati alla effettuazione del tampone: c’è chi ha dovuto ricorrere a divisorie, chi si è visto costretto a modificare l’organizzazione del banco, chi ha affidato ai dipendenti nuove mansioni. Per non parlare del trend, che indica come le richieste di prenotazione siano ancora in aumento. Con il rischio di finire nel caos che si avvicina sempre più alla realtà.
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