Badanti, una su dieci è senza vaccino
La rilevazione dell’agenzia Gallas su 300 famiglie del Ferrarese. Nadija: «Qualcuna ha preferito tornare a casa»
Il 10 per cento delle badanti che lavorano nel Ferrarese non si è vaccinata e non intende farlo. È quanto emerge dall’analisi compiuta dall’agenzia Gallas tra le 300 famiglie che segue fra Ferrara e la Provincia.
«Temevamo di trovarci di fronte a una situazione ben più grave – dichiarano dall’agenzia, nata nel 2011 e a Ferrara dal 2019 – ma fortunatamente molte badanti e colf hanno poi deciso di vaccinarsi, preoccupate di poter perdere il lavoro. Fra le non vaccinate c’è anche chi ha raggiunto un accordo con la famiglia, con cui si è instaurato un buon rapporto, di sottoporsi regolarmente a tampone, con costi a carico della stessa badante. Il controllo del Green Pass spetta al datore di lavoro, cioè alle famiglie, ma non siamo in grado di verificarlo. Abbiamo cercato di convincere le badanti non vaccinate a farlo, ma la paura unita a volte a non perfette condizioni di salute le hanno rese irremovibili».
L’associazione Nadija segue da quasi vent’anni la realtà delle colf e delle badanti straniere a Ferrara e provincia con tante attività tra cui una Scuola di italiano; per molti anni ne fu responsabile Roberto Marchetti che quindi conosce molto bene la situazione.
«Da noi si entra e si lavora solo se si ha il Green Pass – riferisce – e abbiamo un addetto che tramite l’app ministeriale controlla la validità del documento. Per questo qualcuna ha preferito tornare a casa: pochi casi, due o tre, che fanno più notizia rispetto a quelle che si sono vaccinate. Da quando Nadija si è costituita, nel 2005, abbiamo iscritto regolarmente oltre 3mila donne dell’Est ma non sono in grado di dire quante sono attualmente, perché adesso molte entrano con un permesso turistico. Fra le cause di questo atteggiamento no vax ritengo che la prima sia una mancata informazione corretta nei loro paesi d’origine; a questo si aggiunge il passa parola e le false notizie, non avvalorate da motivazioni scientifiche. Fino a oggi non è stata riconosciuta la vaccinazione con Sputnik, ma sembra invece che il Governo si sia deciso ad avvalorarla. Dobbiamo quindi aspettare».
Margherita Goberti
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