In un accendino la verità sugli omicidi
Nuove tracce su uno dei reperti, i risultati delle analisi saranno consegnati a dicembre. Poi la decisione del giudice
RERO. Nella carcassa dell’auto bruciata, con dentro i corpi dei cugini Dario e Riccardo Benazzi, c’era un accendino, o meglio un pezzo, la sua parte posteriore, con “saldata” nella parte superiore una formazione pilifera, una traccia organica che potrebbe “parlare”. Perché è dal Dna di questa traccia, che potrebbero emergere le ultime verità sul duplice omicidio dei cugini Benazzi, di Rero, del 28 febbraio scorso.
“VALIDARE”
Visto che su questo reperto e altri, il gip Vartan Giacomelli ha fissato per il 3 novembre prossimo l’incidente probatorio (ossia una perizia che avrà validità di prova). La richiesta di “validare” questo esame tecnico era giunta dal difensore dei due indagati per omicidio, padre e figlio Filippo e Manuel Mazzoni, che vivono nei pressi dell’impianto dove furono uccisi i due cugini e poi trasferiti a un chilometro di distanza sulla loro auto, una Polo data alle fiamme con il loro corpi senza vita. Questo ultimo esame si aggiunge ad altri che lo stesso giudice ha affidato ai periti Pasquale Linarello, biologo ed esperto di Dna, ex ufficiale del Ris e Oscar Ghizzoni, chimico forense, che dovranno eseguire tutta una serie di esami di natura biologica, dattiloscopica e chimica su altri reperti: tappetini dell’auto dei Mazzoni, scarpe di padre e figlio, il famoso stub sulle loro mani e vestiti repertati subito dopo il delitto.
Ma soprattutto sulle armi in loro possesso: e anche questa è la novità del caso poiché – pur già annunciato – l’incidente probatorio dovrà svolgersi su alcuni armi.
Nel dettaglio, i periti dovranno cercare residui di polvere da sparo, tracce di impronte e Dna sul fucile a pompa, marca Hatsan, calibro 12 e dalla carabina Norinco calibro 22, sequestrato appunto a Filippo Mazzoni. Il legale dei due Mazzoni, Stefano Marangoni, ha chiesto la “validazione” – poi avallata e richiesta dalla stessa procura, la pm Lisa Busato – poiché a suo avviso è fondamentale l’analisi biologica e dattiloscopica su fucile e carabina, per escludere qualsiasi responsabilità dei Mazzoni nell’omicidio, perché fin da subito si sono dichiarati del tutto estranei a qualsiasi atto collegato al duplice omicidio
LA CONSEGNA
I risultati delle perizie in corso, e quella che verrà richiesta il 3 novembre prossimo, dovrebbero essere consegnate tutte a metà dicembre, e quindi sulla base dei risultati la procura valuterà come proseguire l’indagine, aperta dal 28 febbraio scorso, quando vennero ritrovati i corpi carbonizzati dei Benazzi, uccisi con colpi di fucile, e poi abbandonati all’interno dell’auto data alla fiamme per far scomparire qualsiasi traccia.
Qualcosa è rimasto, però: gli inquirenti sperano siano i riscontri decisivi e chiudere l’indagine.
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