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De Micheli, la critica «Pochi spettacoli e dubbi sulla qualità»

Copparo, attacco della consigliera Berneschi «Esternalizzato e senza alcuna garanzia» 

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IL CASO

«È arrivato in anticipo il pacco di Natale. Il Teatro De Micheli è stato ufficialmente svenduto». Dura la nota di Martina Berneschi, consigliera comunale di opposizione, ed ex assessore. Si torna a parlare del teatro comunale copparese, già al centro delle proteste del gruppo La zona franca prima della pandemia che ha sospeso tutto.

Berneschi critica la decisione di averlo «esternalizzato al massimo ribasso per la somma di 138.856 euro più Iva per due anni. In totale fanno 169.404,32euro. La “modica” cifra garantirà niente più che sei spettacoli della stagione e quattro date per i ragazzi in un anno. Siae, luce, gas, acqua e altro restano a carico del bilancio comunale: 12 aperture all’anno per 170mila euro tra cachet e consulenza per la direzione artistica investiti nel biennio». Inoltre, «Nel capitolato approvato dalla giunta non c'è una riga sulla qualità della proposta artistica che dovrebbe essere garantita. In teoria, chi gestirà il servizio potrebbe acquistare spettacoli di basso valore per riservare a sé maggiori ricavi: con un affidamento così, nessuno potrebbe impedirlo».

Il De Micheli, secondo Berneschi, perde così contatto con il territorio: «Ci lasciamo alle spalle un teatro di comunità che rimaneva aperto quasi 100 giorni all’anno fra spettacoli, iniziative delle associazioni, collaborazioni con le scuole, laboratori e scuola di teatro. Invece, esternalizzazione al massimo ribasso, oltretutto senza uno straccio di gara pubblica. In tanti, da anni, cerchiamo di difendere dalle bugie della destra il De Micheli, luogo di cultura fondamentale per Copparo. Ora possiamo vedere in cosa consisteva l’alternativa, se così si può chiamare, che avevano in mente».

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