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I casi Pezzolato-Bonaccini-Zamboni 

Doppia richiesta di archiviazione Il giudice si riserva la decisione

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Sulla doppia richiesta di archiviazione, presentata dalla procura sui casi Bonaccini-Pezzolato e Pezzolato– Zamboni, il giudice Danilo Russo si è riservato la decisione che renderà noto nei prossimi giorni se accogliere tale archiviazione.

Ieri mattina in tribunale si è svolta la doppia discussione davanti al giudice su entrambi i casi, collegati, scoppiati nel gennaio 2020, in piena campagna elettorale per le regionali e che vertevano su telefonate che Paolo Pezzolato, sindaco di Jolanda di Savoia, registrò prima con il presidente della regione (poi confermato) Stefano Bonaccini e il sindaco di Riva Po, Andrea Zamboni. Il giudice dovrà accogliere o meno l’archiviazione per Bonaccini, indagato per abuso di ufficio e concussione, ipotesi mosse dopo l’esposto di Pezzolato che lo accusava di avergli fatto pressioni affinché la vicesindaca Elisa Trombin revocasse la candidatura in appoggio alla leghista Lucia Borgonzoni, sfidante di Bonaccini e di aver “punito” il Comune di Jolanda con la revoca di un comando di dipendenti: «l’ipotizzata ritorsione (il ritiro di tre dipendenti di Riva del Po e Comacchio, ndr) è sconfessata dalla ricostruzione dei fatti e giustificazioni accertate» aveva deciso il pm Savino nella sua richiesta di archiviazione. Ma su questo fatto, si innesca il secondo caso quello tra Zamboni che ha denunciato per diffamazione Pezzolato, che registrò le loro telefonate a sua insaputa sostenendo che Zamboni avesse deciso il ritiro di quei dipendenti, sollecitato dallo stesso Bonaccini. Ieri in aula, il pm Savino e i legali delle parti (Manes, Bordoni e Oppi) hanno discusso le varie posizioni e poi preso atto della riserva del giudice.

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