Il Lions e il Leo club inaugurano la stagione col progetto per Anita
ANITA. È giunto il tempo di ripartire per un nuovo anno lionistico. Brunella Alebbi e Marta Coatti, rispettivamente presidenti Lions club e Leo club di Argenta, hanno convocato i rispettivi soci per l’inaugurazione dell’anno sociale che si terrà domani alle 16.30 al ristorante Cà Anita. L’appuntamento, oltre a rappresentare un’opportunità per i festeggiamenti per il trentennale del Leo Club e del decennale dei Lions Club di Argenta, servirà anche per presentare il progetto “Due mondi–Una rosa per Anita” che ha avuto risposte dalle amministrazioni di diversi comuni italiani compresi Argenta e Comacchio, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Repubblica di San Marino e dello stato di Santa Catarina in Brasile.
All’incontro, oltre alle autorità comunali argentane, ci saranno per presentare il progetto Andrea Antonioli (direttore del museo Renzi di Borghi, in provincia di Forlì-Cesena) e i suoi collaboratori. Iniziativa aperta al pubblico, prenotazioni al 338.8410928.
Ad Anita, il 7 aprile 2019, in occasione del 74º anniversario della liberazione del paese, fu messa a dimora la quarta rosa creata dal celebre ibridatore Giulio Pantoli. L’obiettivo è quello di divulgare in Italia, in Brasile e nel mondo l’immagine di Anita Garibaldi, l’eroica consorte del generale che visse i suoi ultimi giorni in terra di Romagna durante l’estenuante e drammatica marcia che si sviluppò dai territori della Repubblica di San Marino fino a Cesenatico e poi da Comacchio a Modigliana attraverso diversi Comuni romagnoli, fino alla Toscana. «La rosa (che non esiste in commercio; ndr) è stata scelta quale simbolo istituzionale per diffondere ovunque i valori e le virtù della donna in senso lato – si legge in una nota –, tramite la figura di Anita che meglio di tutte incarna emancipazione, integrità morale, purezza d’animo, senso del dovere e rispetto per il prossimo. Nonché l’amore per la patria, per i popoli e gli oppressi: gli ideali di libertà e unità. Il progetto della rosa ha un ruolo fondamentale per la sua straordinaria continuità di diffusione e divulgazione di valori positivi e universali che formano una rete vasta e unica tra realtà sociali diversificate e lontane».
OBIETTIVI
«Viene riconosciuto il pregio e le prerogative di promuovere tra la popolazione e i giovani l’importanza di una società aperta e di sensibilizzare - prosegue la nota - e porre l’attenzione su obiettivi e valori fondamentali proiettati verso il futuro, in particolare sui temi della solidarietà tra popoli, della lotta alla violenza sulle donne, della lotta alle disuguaglianze per abbattere ogni sorta di barriera. Ma anche riguardo le nuove prospettive tecnologiche di globalizzazione in merito alla transizione digitale ed ecologica. In questo modo è altresì possibile favorire scambi di esperienze nel campo dell’innovazione di politiche territoriali conseguenti all’emergenza legata all’epidemia Covid-19 che le comunità locali stanno affrontando a livello globale».
Ma non è tutto, mediante il progetto, «viene divulgata la cultura, la lingua e la storia italiana all’estero. Il progetto – si ricorda – ha potenzialità enormi per la semplicità e la celerità nel produrre contatti e creare con grande naturalezza una rete di collaborazioni e di indotti culturali, turistici, storici e didattici tra i due mondi, sviluppando ulteriormente e rafforzando i rapporti tra gli stati che vi aderiscono, in particolare tra Italia e Brasile, il tutto attraverso la figura emancipata e di grande attualità come quella di Anita».
Giorgio Carnaroli
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