La violenza di genere e contro addetti sanitari
La violenza di genere e contro gli operatori sanitari è il focus del convegno che si svoge questa mattina, dalle 8. 30 alle 13. 30, nell’Aula Magna del Polo Didattico dell’ospedale di Cona. Il National Institute of occupational Safety and Health definisce la violenza sul posto di lavoro come «ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro». Negli ultimi anni gli episodi di violenza contro le operatrici e gli operatori sanitari (aggressioni fisiche, comportamenti minacciosi o abusi verbali) ricorrono con sempre maggiore frequenza, costituendo uno specifico rischio lavorativo. Per la maggior parte (il 73%) medici e donne. Più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione potesse essere prevista. Oltre il 38% degli operatori sanitari si sente poco o per nulla al sicuro e il 48% di chi ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento “abituale”.
Tra le misure di prevenzione e controllo, oltre alle soluzioni di tipo logistico-organizzativo o tecnologico, vi sono la formazione continua teorico–pratica per il personale di assistenza, con lo scopo di acquisire o migliorare le competenze di comunicazione e della relazione di aiuto nei confronti delle persone. Inoltre risulta importante conoscere il fenomeno nella realtà e le normative esistenti. Tra l’altro la legge entrata in vigore il 24 settembre 2020, ha previsto un inasprimento delle pene e la procedibilità d’ufficio. Il Servizio Sanitario Regionale in Emilia-Romagna ha emanato le linee di indirizzo per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e, a cascata, le aziende strutturano il piano prevenzione violenza a danno degli operatori sanitari, completando un quadro già molto arricchito.
L’approfondimento di oggi vuole proporre anche soluzioni operative.
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