Risse convocate sui social: la polizia incontrerà studenti, insegnanti e genitori della scuola
La questura ha ricostruito i fatti segnalati dalla "Nuova Ferrara". Il questore: importante educare i ragazzi all'uso del web e renderli consapevoli dei rischi
FERRARA. La notizia delle zuffe fra studenti convocate via Instagram a Ferrara ha sollevato l'attenzione della questura. Nei prossimi giorni la polizia incontrerà ragazzi, genitori e insegnanti della scuola interessata per approfondire la conoscenza dei rischi legati a questi comportamenti e legati all'uso dei social. Gli incontri saranno gestiti da personale specializzato, comunica la questura, che ieri è intervenuta sulla notizia pubblicata dalla "Nuova Ferrara" negli ultimi giorni facendo il punto sulla vicenda.
"La Preside di un istituto cittadino ha contattato il Poliziotto di Prossimità - scrive la polizia - per riferire di presunte aggressioni verificatesi a danno dei suoi studenti nei giorni precedenti. In particolare ha raccontato che ragazzi esterni all’istituto avrebbero molestato gli alunni della scuola da lei diretta fissando appuntamenti su alcune pagine create su “Instagram”. Durante il colloquio si è presentata una ragazza che rappresentava di aver creato e gestito la pagina dell’Istituto scolastico sul predetto social media con l’intento di pubblicare dei messaggi di gossip, ma quando aveva notato che veniva utilizzata per fissare incontri per effettuare delle risse, aveva deciso di chiuderla. La giovane ha riferito inoltre che era stata creata un'altra chat da gruppi di ragazzi della scuola, ma era di fatto inutilizzata".
La verifica, dopo la segnalazione dei fatti, è stata effettuata dal Poliziotto di Prossimità unitamente a personale Digos - ricorda la questura - ma nel luogo del presunto ulteriore “appuntamento” non è stato riscontrato nulla di quanto segnalato.
Il questore Cesare Capocasa ha affermato: "Stiamo uscendo da un periodo difficile contrassegnato dalla pandemia, dove molte persone hanno trovato proprio nella rete un rifugio al quale ancorarsi, specie i ragazzi a cui è stata sottratta una parte significativa della loro socialità. E’ fondamentale prevenire, rendere consapevoli, educare i giovani ai rischi che il grande spazio di libertà del web presenta. La sfida deve essere mantenerlo, usarlo con intelligenza, fare in modo che resti un bene prezioso per tutti. Da qui il nostro impegno di andare nelle scuole a parlare con i ragazzi, usando il loro linguaggio, per consentire di conoscere in sicurezza un mondo affascinante che deve rappresentare una risorsa e non un pericolo”.
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