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Oltre 300mila euro i debiti con Cidas e Res Jolanda, Corte dei conti: troppe le criticità

Davide Bonesi
Oltre 300mila euro i debiti con Cidas e Res Jolanda, Corte dei conti: troppe le criticità

La relazione sul piano di riequilibrio finanziario: problemi nella riscossione dei crediti e uscita dall’Unione non conclusa 

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IL CASO

Davide Bonesi

Nessuno al tempo delle sentenze perse aveva comunicato di quali somme si trattasse. L’ultima relazione della Corte dei conti regionale per il monitoraggio sulla stato di attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Jolanda di Savoia permette di avere il quadro della situazione. Come si ricorderà al Comune sono arrivati due decreti ingiuntivi di pagamento per spese non ottemperate, a favore di Cidas e consorzio Res. Si parla di 89.220 euro e 220.130 euro, somme che il Comune ha pagato, pur presentando appello contro le sentenze. Tra le motivazioni fornite dall’ente alla Corte dei conti, si legge come «avverso ai due decreti ingiuntivi non è stata a suo tempo proposta opposizione a causa della carenza di organico, che ha comportato la mancata osservanza del termine per opporre i decreti». E vanno aggiunti 30.000 euro di spese legali. In seguito, la Corte dei conti spiega come possano esserci due criticità: o le spese sono state sovrastimate dunque errore di programmazione o tali debiti fuori bilancio vengono pagati con soldi destinati altrove, il ché farebbe emergere un nuovo debito fuori bilancio.

IL PIANO

Tornando al monitoraggio, la Corte dei conti rileva il formale raggiungimento degli obiettivi intermedi di recupero delle quote annuali di disavanzo al termine dell’esercizio 2020. Ma a fronte di ciò si rilevano alcune criticità, tre in particolare quelle ritenute serie: sostenibilità dei debiti finanziari, permanenza di un’elevata mole di residui attivi e incapacità di fornire un quadro preciso dei rapporti di credito e debito con l’Unione Terre e Fiumi.

Uno dei punti è proprio quello della difficoltà nella riscossione di crediti dell’ente, somme anche di vecchia data tanto è vero che al termine del 2017 si parlava di 1.260mila euro, saliti a 1.990mila nel 2018, 2.744mila nel 2019 e ora siamo a 2.678mila. L’ultima relazione presentata dall’ente, poi, pone «nuovamente l’attenzione sulla situazione ancora difficile del personale, in particolar modo della Ragioneria, che ha comportato e comporta difficoltà nella riscossione e rallentamenti nel pagamento dei residui passivi». Fra i crediti particolare rilievo a quelli con Area, in cui si evidenzia che l’importo relativo all’indennizzo per impatto ambientale deve essere utilizzato per realizzare opere e forniture necessarie per i fini istituzionali che ogni anno il Comune individua. Ma, ancora una volta, a causa della carenza di organico, non è stata effettuata l’apposita rendicontazione delle spese sostenute per le opere e i residui sono così rimasti da riscuotere.

Emblematico il punto sull’Unione: «In merito ai rapporti di credito e debito con l’Unione Terre e Fiumi, l’ente ha rappresentato che allo stato attuale non è in grado di fornire una quantificazione precisa».

La relazione è stata inviata alla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali del Ministero dell’interno.

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