Pazienti colpiti da ictus Meno casi con la pandemia
I ricoveri annui nel Ferrarese sono passati da 750 a 500 nel corso del 2020 A Cona un incontro per sensibilizzare la cittadinanza sulla patologia
Prima della pandemia ogni anno venivano ricoverati nel Ferrarese circa 750 pazienti con ictus all’anno; nel 2020 il numero è sceso a 500. «Alcuni pazienti aspettano troppo a chiamare il 118 per andare all’ospedale, oppure non ne riconoscono immediatamente i sintomi – spiega Valeria Tugnoli – direttore dell’Unità operativa di Neurologia del Sant’Anna – In tutti i paesi più colpiti dall’emergenza Covid si è registrato un calo di accessi all’ospedale per sospetti ictus. Calo che, in alcuni centri, arriva fino al 50% rispetto allo stesso periodo del 2019».
L’impatto dell’emergenza sanitaria sui pazienti colpiti da questa patologia è uno dei temi della Giornata Mondiale contro l’Ictus che si celebra domani (come ogni 29 ottobre) con un incontro a Cona dalle 15 alle 17.45 nell’aula / del Polo didattico. L’iniziativa è coordinata dall’Unità operativa di Neurologia del Sant’Anna ed è rivolta alla cittadinanza con l’obiettivo di proporre l’aggiornamento e la sensibilizzazione sull'ictus cerebrale, presentando temi di grande attualità, attraverso la disponibilità al confronto diretto con gli intervenuti. È anche l’occasione per l’Associazione A.L.I.Ce Ferrara odv per continuare la sua battaglia contro questa malattia così complessa.
Tra i tanti interventi, anche quello del presidente di A.L.I.Ce Claudio Mari: aIniziative di questo tipo sono fondamentali – dichiara Cla – La popolazione deve essere maggiormente consapevole che i fattori di rischio, da soli e ancora di più in combinazione tra loro, aumentano notevolmente il rischio di essere colpiti dalla patologia. Otto ictus su dieci possono essere evitati seguendo stili di vita adeguati, attraverso un’attività fisica moderata e una sana alimentazione. Non va dimenticato, inoltre, che l’ictus è, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, una malattia multifattoriale, cioè dovuta alla concomitante azione di più fattori: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, sedentarietà ed alcune anomalie vascolari e cardiache, come la fibrillazione atriale».
In Emilia-Romagna si verificano, ogni anno, circa 6.000 nuovi casi di ictus cerebrale. A Cona, dei pazienti ricoverati in Stroke Unit circa il 69% torna a domicilio e oltre il 90% dei pazienti risulta sopravvivere a 30 giorni dopo la dimissione (dati pre-Covid). Il fenomeno, però è in crescita, anche per l’invecchiamento progressivo della popolazione, motivo per cui sarà sempre più necessario affidarsi alle strategie di prevenzione per gestire in modo sostenibile e adeguato la patologia nel lungo termine e in un contesto di cronicità e comorbilità.
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