Si è insediato il nuovo questore Calabrese «Ascolterò tutte le voci di questa città»
Napoletano, 58 anni, arriva da Massa Carrara dopo aver conseguito importanti risultati contro la criminalità organizzata
Marcello Pulidori
La sua carta d’identità l’ha “svelata” lui stesso in pochi minuti, facendo ben capire di che pasta è fatto. Ieri mattina a Palazzo Camerini, in Corso Ercole I d’Este, si è insediato il nuovo questore Salvatore Calabrese. Occuperà il posto lasciato vacante da Cesare Capocasa che ieri, a sua volta, ha “giurato” come questore di Ancona. Tratto cordiale ma che nulla regala ai fronzoli, il nuovo questore di Ferrara si è subito recato a rendere omaggio al picchetto d’onore al monumento ai Caduti. Qui ha deposto una corona di alloro ai piedi della lapide nell’atrio della Questura, lapide che ricorda proprio gli agenti della Polizia di Stato che hanno sacrificato la loro vita per garantire quella delle comunità in cui operavano.
Di seguito Calabrese, nato a Napoli, 58 anni, un prestigioso passato a combattere su più fronti le organizzazioni criminali, ha voluto incontrare tutti i funzionari della Questura di Ferrara, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. A seguire gli incontri istituzionali con il sindaco Alan Fabbri e le altre autorità cittadine. Per «ascoltare le voci di questa città». «Sono giorni che dedicherò proprio agli incontri per conoscere e avviare i primi contatti con la città e le sue autorità. Credo – ha affermato Calabrese – si tratti di un passaggio prezioso». Il questore Calabrese, per il resto, ha ben chiarito come interpreta, e interpreterà, anche all’ombra del Castello Estense, il lavoro «del poliziotto – ha aggiunto il neo questore di Ferrara – che è un lavoro complesso, difficile, che richiede in modo particolare due doti: passione e studio».
Se qualcuno poteva avere ancora qualche dubbio sulla sua assoluta concretezza, ieri mattina Calabrese ha fatto ordine anche in questo senso. Dirigente della Digos di Bologna dal 2009 al 2019, già questore di Massa Carrara (da dove proviene), Calabrese ha svolto anche esperienze molto importanti nel sud Italia dove, peraltro, ha conseguito altrettanto importanti risultati investigativi e operativi nella lotta contro la criminalità organizzata. «Non ero mai stato nella vostra città – ha proseguito il nuovo capo della questura – se non sporadicamente e molto a corrente alternata nel corso della esperienza alla Questura di Bologna».
A chi gli ha chiesto poi se, nel corso della sua permanenza a Ferrara, si occuperà del quartiere Gad e di tutto quanto ruota attorno a questa porzione di città, Calabrese ha replicato di conoscere «il caso, ne abbiamo già parlato con il collega Capocasa, e presto cercherò di capire ancora meglio l’entità di questo fenomeno che è stato affrontato da chi mi ha preceduto». Persona schiva e ritrosa quando gli viene chiesto di porsi sotto i riflettori, il questore insediatosi ieri ha annunciato che sarà impegnato per «capire la città, utilizzando gli arnesi che abbiamo nella cassetta degli attrezzi che è costituita dalla nostra esperienza e dalle nostre capacità, le stesse che abbiamo affinato, e che ho affinato, lavorando sempre con impegno e passione». Tanti anni di servizio, le esperienze come questore: c’è una ricetta sempre valida per combattere la criminalità? Per Calabrese no. «Servono passione e studio, studio del territorio, umiltà di voler capire le dinamiche sociali ed economiche di questo territorio, e la volontà di entrare in relazione con i settori sociali che determinano le scelte più incisive». Un’attenzione particolare infine il nuovo questore di Ferrara ha riservato agli operatori della informazione, giornali e televisioni, attraverso i quali, ha detto, «l’opinione pubblica forma grande parte delle proprie idee».
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