Incidenti sulla statale «Serve un autovelox»
ARGENTA. Giovedì sera, sulla martoriata statale Adriatica, c’è stata un’ampia dimostrazione di cosa significhi intervenire in soccorso per salvare vite umane, fra personale dell’elisoccorso (con pilota abilitato al volo notturno), i colleghi di due ambulanze, i vigili del fuoco di Portomaggiore e così pure i carabinieri di Argenta e Longastrino, senza contare il soccorso stradale “made in” Angelo Taroni. Con ogni probabilità sono stati eseguiti gli alcol test sia alla donna alla guida della Seat Ibiza portata al Maggiore con l’elisoccorso (mentre la sua compagna di viaggio è stata trasferita a Cona e ieri mattina è stata dimessa con alcuni giorni di prognosi), sia all’autista della Panda, trasportato al Sant’Anna. Illesa l’avvocatessa coinvolta, ferma con l’auto allo stop di via Alberti.
Purtroppo, nel corso degli anni, è già successo per altre due volte che i soccorritori abbiano operato sul medesimo incrocio per due incidenti mortali e senza contare tutti gli altri meno gravi. Nel dicembre 2018 fu investito Ermanno Panato, 83 anni, e nel maggio 2009 trovò la morte il 27enne motociclista Riccardo Coratella: morti nell’incrocio tra la statale 16 e via Magrini. Lutti a cui s’aggiungono quello capitato poco lontano nel gennaio 2018 alla bidella Chiara Bonazza, 52 anni, e di Aldina Andalò, 73enne investita nel maggio 2018 e morta dopo tre anni. Davvero troppi luppi per un rettilineo che prende il nome del santuario della Celletta. E il tema della nuova variante alla statale 16, è tornato sulla bocca di coloro che hanno assistito all’incidente di giovedì sera. C’è chi vorrebbe che in questo incrocio venisse posizionato un altro autovelox come quello della Celletta, altri che propongono un tutor. E mancano peraltro le righe sull’asfalto rinnovato.
G.C.
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