Nuova casa protetta Cantiere da 7 milioni
Struttura all’avanguardia con 85 posti letto e 50 di lavoro Il sindaco Zanardi: «Sarà costruita coi parametri anti Covid»
CODIGORO. Un’area urbana, relegata da anni al degrado, sarà riqualificata e restituita alla comunità e a tutto il Basso Ferrarese, grazie alla realizzazione, in via Bruno Buozzi, di una nuova casa protetta, in linea con standard architettonici all’avanguardia. La nuova opera pubblica, per un investimento complessivo che sfiora i 7.5 milioni di euro, è stata presentata ieri.
«È un progetto ambizioso e importante – ha sottolineato la sindaca Sabina Alice Zanardi –, risponde ad esigenze molto sentite sul territorio ed è la prima casa protetta, a livello regionale, che sarà costruita con tutti i parametri anti Covid. Sarà dotata di 75 posti letti, 65 dei quali accreditati dal Servizio sanitario nazionale e 10 a libero mercato. Ringrazio il dirigente Alessandro Cartelli, che ha seguito la progettazione in qualità di Rup e lo studio Gruppo Marche di Macerata, che si è aggiudicato la progettazione definitiva». Come ha spiegato Alessandro Cartelli il percorso, basato su un lavoro sinergico di equipe, supportato, per la consulenza legale dallo Studio Greggio di Padova, è durato circa un anno.
«È stato un percorso complicato – ha evidenziato il dirigente comunale Cartelli –, nel corso del quale la pandemia ha segnato la vita di tutti. I nostri anziani meritano di essere ospitati in una casa protetta sicura, all’avanguardia con standard alberghieri e di sicurezza avanzati, anche in un’ottica di prevenzione anti Covid e delle altre malattie infettive».
Nel dettaglio del progetto è entrata Ofelia Schiatti, architetto del Gruppo Marche di Macerata, supportata dalla collega Veronica Romiti. La nuova casa protetta occuperà una superficie di oltre 4mila metri quadri, per 16.590 metri cubi di volume ed accoglierà 85 posti letto, 10 dei quali riservato ad un centro diurno, secondo una suddivisione interna in due nuclei. «Ogni nucleo – ha precisato l’architetto –, deve essere funzionale per soli 15 ospiti, in modo tale da gestire al meglio eventuali emergenze pandemiche. Gli standard di qualità sono elevatissimi. Più del 40% dei posti letto sarà in camera singola con annesso servizio igienico individuale. Le camere singole diventeranno piccole isole. Saranno, inoltre, separati i flussi tra ingressi riservati al personale sanitario e quelli dedicati al pubblico. Ogni eventuale situazione si emergenza, sarà gestita in sicurezza». L’area su cui sorgerà la nuova casa protetta, sino al 2012 ha ospitato il deposito automezzi ed attrezzature comunali e sarà oggetto di una riqualificazione, che comporterà, contestualmente, la creazione di un’ampia area parcheggio e di due giardini, uno interno ed uno esterno alla struttura, con vista sul Po di Volano.
Saranno presenti due camere Covid con accesso esterno diretto. «Non sono posti letto in più – ha aggiunto l’architetto Schiatti –, ma posti jolly, in modo tale da non creare promiscuità. Sarà realizzato anche un parco fotovoltaico, per ridurre i consumi». Al termine della presentazione, è stato aperto il dibattito. La futura gestione della nuova casa protetta non sarà in capo all’Asp Delta Ferrarese, ma per 40 anni sarà affidata all’azienda che si aggiudicherà la progettazione esecutiva. «Sono previsti 50 nuovi posti di lavoro – ha precisato il dirigente Cartelli –; è un progetto rilevante. Le prime risorse a disposizione sono 246mila euro dal Fondo delle Aree Interne e 600mila euro stanziati dall’Emilia Romagna. A queste si aggiungerà la quota che metterà a disposizione il vincitore dell’appalto».
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