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Un cavolo da record Ma Ferrara cerca la sua affermazione

Andrea Tebaldi
Un cavolo da record Ma Ferrara cerca la sua affermazione

Emilia-Romagna prima in Italia nella produzione  Irrigazione decisiva durante i mesi caldi. Molte le richieste

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«Della famiglia delle crucifere, il cavolo è orticola dalle grandi proprietà organolettiche e comprende quasi 4.000 specie vegetali; in tutte le sue varianti è uno degli ortaggi più diffusi e consumati al mondo».

Questo l’incipit di Confagricoltura Ferrara che prosegue «La regione leader è l’Emilia-Romagna con 10.700 ettari, seguita da Puglia e Marche. Una coltura dalle grandi proprietà che però nel nostro territorio è ancora poco sviluppata, infatti sono poco più di 200 gli ettari in provincia di Ferrara destinati a questa orticola, ma che negli anni ha visto un progressivo incremento, soprattutto per quanto riguarda la produzione di varietà portaseme, in particolare di cavolfiore e rapa».

I produttori

Associata a Confagricoltura Ferrara con terreni a Ostellato, la società agricola Alberton produce circa 18, 5 di cavolo da seme cavolfiore certificati in biologico. Per l’azienda interviene Filippo Canìl.

«Fortunatamente, nonostante il grande caldo dell’estate siamo riusciti a salvaguardare la produzione grazie ai sistemi di irrigazione, così la mietitura delle infiorescenze ha dato rese nella media. Le nostre sementi vengono poi conferite ad Agridelta che provvede alla consegna alle aziende produttrici di cavolfiore, italiane ed estere. Il nostro prodotto, grazie alle grandi qualità del terreno ricco di sostanza organica ed elementi nutritivi, è infatti molto richiesto; la qualità dell’intero comparto della moltiplicazione di sementi è riconosciuta ed apprezzata da Paesi che si riforniscono dal nostro mercato interno».

L’azienda agricola Albalù di Consandolo produce invece rapa da seme su circa 4 ettari. Ce ne parla il proprietario Alberto Cavallini, dirigente di Confagricoltura Ferrara e fra i massimi esperti di agricoltura conservativa.

Le coltivazioni

«Le coltivazioni portaseme sono tutte a basso input (meno concimi e meno fitofarmaci)».

Da molti anni dedico circa la metà dei miei terreni alla produzione di varietà portaseme, oltre alla rapa produco semi di rucola, ravanello e cicoria. Una volta mietuta, conferisco la produzione da seme al centro raccolta di Molinella che provvede a consegnarla alle Aziende sementiere. È con loro che sottoscriviamo il contratto fissando un prezzo già al momento della semina. Per quanto riguarda la produzione di semi di rapa, che si seminano in autunno e in primavera, questa appena trascorsa è stata una buona annata.

La coltivazione non ha subito danni dalle gelate di aprile, come è invece successo per la rucola: una gelata così prolungata non capitava da 50 anni! Abbiamo così avuto una buona allegagione della varietà portaseme di rapa e fortunatamente non siamo stati toccati neppure dalla siccità, perché la trebbiatura è stata fatta da giugno a luglio. Questo autunno non potrò riseminare rape perché la rotazione colturale non lo permette. Dopo esser stato coltivato, il cavolo deve infatti andare in rotazione nello stesso terreno e non deve seguire altri cavoli o piante crucifere, rucola, rapanelli, cime di rapa.

Le caratteristiche

Il cavolo rappresenta uno degli ortaggi più benefici per l’organismo, un vero prezioso alleato del nostro benessere. Il cavolo è composto per lo più da acqua (90%) e si caratterizza per il bassissimo contenuto di zuccheri e di grassi.

Ricchissimo di vitamina B, K, acido folico e vitamina, il consumo abituale svolge sull’organismo un’azione antinfiammatoria e antiossidante che rallenta e contrasta l’azione dei radicali liberi. In Italia sono stati complessivamente 33. 000 gli ettari destinati alla produzione delle sementi ortive e aromatiche nel 2020.

È quanto emerge dall’indagine condotta da Assosementi, l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane.

Andrea Tebaldi

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