L’agriturismo che crede nei prodotti locali La società agricola GeMi punta sul turismo
Pontelangorino, a breve i lavori per la nuova struttura ricettiva con camere, ristorante e piscina. Costo un milione di euro
IL PROGETTO
Nel giro di alcune settimane è atteso l’inizio dei lavori per il nuovo progetto dei fratelli Beccari, Genny e Michele. Genny è laureata in ingegneria, ha lasciato l’azienda agricola di famiglia per affermarsi nello staff direzionale di una nota azienda ferrarese, leader nel settore delle costruzioni. Michele dopo il diploma ha fatto diverse esperienze lavorative, poi ha deciso di lavorare la terra cosa che gli dà tanta soddisfazione, diventando così Iap (imprenditore agricolo professionale) e da quasi vent’anni conduce l’azienda agricola dedita alla produzione di cereali ed orticole.
Ebbene, un paio d’anni fa hanno deciso di mettere insieme le loro esperienze e capacità, costituendo una società agricola a produzione totalmente biologica e progettando la creazione di un’attività ricettiva vicina alle loro abitudini e modo di vivere: un agriturismo. Gli obiettivi principali sono: carattere economico ossia diversificare le fonti di reddito, aggiungendo all’attività agricola e in connessione con questa l’attività agrituristica, nella forma della ristorazione, alloggio in camere e la possibilità di acquisto dei prodotti agricoli di produzione propria; carattere ambientale, ossia salvaguardare il territorio attraverso la migliore utilizzazione del patrimonio naturale, conservare il paesaggio rurale, tutelare l’ambiente e recuperare l’edilizia rurale; carattere socio-culturale per intensificare i rapporti tra città e campagna, sviluppare nuove forme di turismo sociale e giovanile; conservare l’identità culturale del mondo agricolo tutelandone le tradizioni e valorizzandone i prodotti tipici enogastronomici.
L’AREA
L’intervento interessa il recupero degli immobili ubicati a Pontelangorino, in via Fronte II Tronco. L’area su cui insistono i fabbricati esistenti è stata sempre di proprietà della famiglia Beccari: la corte di proprietà dei nonni fondatori della società agricola GeMi di Genny e Michele. Il progetto di ristrutturazione prevede che il piano terra dell’immobile principale sia adibito ad attività di ristorazione con ingresso, a servizio delle camere attraverso la scala interna. Inoltre, è prevista la realizzazione di una sala da pranzo per una capienza di 35 posti a sedere. Al primo piano saranno ricavate quattro camere da letto, dotate di servizio fruibile ai portatori di handicap che saranno destinati agli ospiti soggiornanti. Sul retro è prevista la demolizione e ricostruzione di due proservizi, uno dei quali sarà destinato a servizi annessi alla nuova piscina e l’altro è designato a laboratorio e spaccio per la vendita diretta dei prodotti agricoli creati nella propria azienda. La piscina sarà ubicata sul lato sud dell’edificio principale, questa realizzazione crea un valore aggiunto per l’agriturismo “un must” ricercato dalla maggior parte dei villeggianti, da considerare sotto due profili: uno, quello romantico di cornice di paesaggio rurale che partendo dall’elemento dell’acqua consente di vivere un’esperienza all’insegna di semplicità, calma e contatto della natura; l’altro rappresentando un ulteriore spazio sociale nel quale poter organizzare ad esempio cene o feste. Proprio per questi motivi si è pensato a una piscina di dimensioni importanti per poter disporre in primis di uno spazio di relax che completi l’offerta di benessere per gli ospiti, ma anche per gli amanti dello sport. Il vantaggio di avere una piscina in agriturismo per chi sceglie questo tipo di vacanza è anche quello di non essere “schiavo” degli spostamenti. Tutto il lotto sarà delimitato da recinzioni, l’area coltiva verrà utilizzata in parte per la viabilità e parcheggi interni, in parte a prato verde con la piantumazione di alberi e arbusti, e in parte a orto.
Il progetto prevede un investimento da un milione di euro e ha ottenuto il sì dal consiglio comunale di Codigoro. I fratelli spiegano: «Molti pensano che in un momento storico come questo, caratterizzato da una pandemia mondiale dove il settore più penalizzato è proprio quello della ristorazione e del turismo, solo un pazzo può investire un milione di euro in un progetto come questo. Invece noi ci crediamo ancora, siamo convinti che la nostra scelta sia vincente, con ampi spazi all’aria aperta, contatto diretto con la natura e gli animali della corte, clima famigliare e qualità dei prodotti offerti». I lavori dovrebbero terminare nell’arco di un anno.
Mariacarla Bulgarelli
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