L’esperto: i danni del gruppo che sostituisce la famiglia
Ancora casi di ubriachezza in giovani e giovanissimi. Un fenomeno che da tempo preoccupa e che pone importanti interrogativi e confronti alla società civile.
«Sempre più spesso si assiste al fenomeno per cui il gruppo, per i ragazzi, sostituisce come punto di riferimento la famiglia, e questo purtroppo non è un bene dal punto di vista educativo», sottolinea Alessandro Costantini, psicologo e psicoterapeuta ferrarese, che segue con attenzione questi fenomeni di deriva specie tra gli adolescenti.
Le responsabilità sono in gran parte degli adulti che dovrebbero far comprendere bene ai ragazzi la pericolosità del bere. «Non si faranno mai passi in avanti - spiega lo psicologo - fino a quando i ragazzi continueranno a bere a dismisura senza conoscere i pericoli e rischio dell’abuso dell’alcol. Basta una sciocchezza per mettere a rischio anche la propria vita. Tra l’altro i ragazzi e soprattutto le ragazze non reggono ancora bene l’alcol per cui gli effetti possono essere devastanti».
Si va alla ricerca dei perché un giovane per sballo o per noia arrivi a bere a dismisura soprattutto quando si trova in compagnia.
«Al giorno d’oggi - continua Costantini - di fronte a prospettive incerte in molti campi della società, il rischio di abusare dell’alcol come forma di distrazione è quanto mai reale. Ecco perché è importante continuare nelle scuole a lanciare messaggi contro il bere e far arrivare anche il messaggio a quei genitori distratti».
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