La Dad al liceo è poesia E Mattarella applaude
CENTO. Qualcuno dice che la poesia salverà il mondo. Di certo ha salvato l’anno scolastico più deprimente e più lungo di Giacomo Tropeani e quello di chi condivide con lui le mattine a scuola: tutte uguali, grigie e silenziose, perché private del vero cuore pulsante della scuola: i ragazzi, costretti alla Dad dalla pandemia.
Tutto questo è al centro della raccolta di poesie “Siopè” del giovane liceale, presentata nella Sala da Tè di Cento dall’autore stesso, che ha dialogato con Stefano Cariani e Anna Marrone, due dei suoi professori del liceo Cevolani.
Come è nato il libro? Giacomo, che tanto aveva aspettato “l’anno della quinta”, quello dell’esame, non vuole venire più a scuola. Non ci si ritrova più: non è la sua scuola quella, e per protesta dorme. Dorme a sonno pieno, indolente, quasi irriverente, fino a quando il suo professore di italiano, dopo una discussione, gli propone di trasferire in versi tutta la sua noia, la sua rabbia e la sua delusione. Giacomo, che scrive poesie da sempre, accoglie la proposta. Realizza il primo componimento, “Perché dormo”, e subito dopo “Breve pena la solitudine”. Ecco come nasce “Siopè”, in silenzio.
La poesia d’apertura arriva sesta al XXV concorso internazionale di poesia Il Saggio – città di Eboli, mentre l’intera raccolta ha ottenuto il plauso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ringraziato Giacomo con una lettera scritta di suo pugno.
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