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Tanto calore per il nuovo parroco Monsignor Marabini: «Qui con voi mi sento come fossi in famiglia»

Beatrice Barberini

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CENTO. «Cento mi ha accolto con grande calore ed entusiasmo. Mi sento in famiglia».

La comunità ha dato il benvenuto a monsignor Paolo Marabini, nuovo parroco di San Biagio e San Pietro. Domenica nella basilica di San Biagio si è svolto il rito di ingresso con il cardinale Matteo Zuppi. A seguire la prima messa e ieri la prima celebrazione in San Pietro. Ad accogliere il sacerdote, evidentemente commosso, due chiese gremite e tanti applausi.

«Ringrazio il mio predecessore, monsignor Stefano Guizzardi, per aver guidato queste comunità in tempi decisamente molto duri e complessi, come sono stati gli eventi sismici del 2012 e oggi l’emergenza legata alla pandemia. Di certo, mi auguro di essere più fortunato», ha detto don Paolo, che ha rivolto ai fedeli un invito: «Penso sia fondamentale la corresponsabilità, che è un principio ben diverso dalla collaborazione, dove c’è chi dice cosa occorre fare e chi dopo fa. La corresponsabilità prevede partecipazione attiva di tutti. Nella nostra comunità ognuno è chiamato ad individuare il dono che sente di avere e a metterlo a disposizione di tutti con uno sguardo di comunione e condivisione con i doni degli altri».

Per don Paolo è un ritorno in città. Immancabile infatti il ricordo a monsignor Baviera, di cui è stato viceparroco dal 2000 al 2005 in San Biagio. «Un’esperienza che mi è di sicuro aiuto – spiega monsignor Marabini –, ma mi rendo conto che rispetto a quegli anni, la realtà di Cento è veramente molto cambiata sia dal punto di vista sociale, che da quello organizzativo delle comunità parrocchiali. Oggi c’è una zona pastorale che comprende, oltre che le parrocchie di San Biagio e San Pietro di cui sono parroco, anche quella di Penzale. Tre parrocchie che sono chiamate a lavorare insieme, in una vera e propria comunione tra comunità cristiane».

Nell’eredità lasciata da monsignor Guizzardi, anche il dialogo aperto con la comunità musulmana, sia pakistana che marocchina, che è stata rappresentata alla prima messa celebrata nella Basilica di San Biagio.

Beatrice Barberini

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