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Troppi gli animali avvelenati Fototrappole contro i criminali

Katia Romagnoli

Accordo tra Comune e Prefettura di Bologna: via ai nuovi strumenti di contrasto Già acquistati cinque dispositivi, che saranno collocati nelle aree più a rischio

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COMACCHIO. Fototrappole presto in azione con l’obiettivo di annientare l’increscioso fenomeno degli avvelenamenti e dei maltrattamenti di animali.

L’amministrazione lagunare, grazie a una convenzione siglata con la Prefettura di Bologna, fa da apripista ad un progetto pilota teso ad assicurare alla giustizia i criminali che, mettendo in circolo esche al veleno o bocconi succulenti, ma tempestati di chiodi, attentano alla vita degli animali, siano essi da affezione o selvatici. Sono state acquistate, infatti, ben cinque fototrappole mobili, che nei prossimi giorni saranno operative, presidiando o sorvegliando le aree più a rischio di episodi di avvelenamento. Ad aggiudicarsi la fornitura dei cinque dispositivi comprensivi di software di gestione e lettori microchip, per un importo complessivo di 39mila euro, è stata la ditta Nivi di Firenze.

Verosimilmente a partire dalla prossima settima le fototrappole, che saranno messe a disposizione della Polizia locale di Comacchio, potranno essere piazzate nei luoghi più sensibili ai fenomeni di avvelenamento o maltrattamento di animali, quali sono parchi, giardini, aree di sgambamento per cani, aree verdi e anche zone costiere.

L’INTESA

Il progetto pilota è il frutto della stipula di un protocollo di intesa con la Prefettura di Bologna, ente promotore a livello regionale di una serie di misure concrete finalizzate ad individuare e a punire chi si macchia di reati contro gli animali, pensando di farla franca.

«È un progetto importante, in cui l’amministrazione comunale ha creduto da subito – spiega l’assessore alle politiche sociali e ai diritti degli animali Tiziana Gelli –; questo è un tema che mi tocca molto perché ho un cane, due gatti, alcune tartarughe d’acqua e in fondo chi, come me, possiede animali domestici li considera alla stregua di componenti della famiglia. È inconcepibile che si possa pensare di ucciderli con esche avvelenate».

«Chi fa azioni di questo genere – sottolinea l’assessore Gelli – è un criminale».

Con i colleghi Antonio Cardi (assessore all’ambiente) e Luca Bergonzi (assessore al decoro urbano), la stessa Gelli effettuerà una serie di sopralluoghi sul territorio che comprendono il capoluogo, le frazioni e alcune zone del litorale, nelle quali sono state rinvenute esche avvelenate o dove si sono registrati casi di avvelenamento. Dopo le opportune valutazioni sulla loro collocazione, le fototrappole, a rotazione, entreranno in funzione.

GLI EPISODI

Tra gli episodi di avvelenamento più recenti, si ricordano quelli compiuti nell’inverno del 2019 in alcune zone di Lido Volano, precisamente tra la pineta e un tratto di spiaggia libera, che si estende oltre il Bagno Isa, episodi che purtroppo culminarono con la morte di un cane e di tre gatti ospiti di una colonia felina.

Un altro episodio, portato alla luce da un’indagine avviata nel gennaio del 2020 dai carabinieri forestali, aveva visto il rinvenimento ed il recupero di ben 94 esche avvelenate lungo un argine, nei pressi del cimitero di Comacchio.

Katia Romagnoli

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