Cooperative sociali e l’ostacolo del covid
Si è tenuta ieri mattina l’assemblea delle cooperative sociali aderenti a Legacoop Estense, in vista del Congresso nazionale di Legacoopsociali in programma a Bologna a fine mese. Un’assemblea che ha delineato la situazione attuale del settore, da un anno e mezzo in prima linea a causa del Covid, e ha discusso sugli obiettivi di sviluppo inseriti del Documento Politico congressuale, delineando le strategie più efficaci per raggiungerli. Strategie che vedono al centro la fondamentale collaborazione fra pubblico e privato in tutto il campo del welfare.
«La cooperazione sociale ha dimostrato una grande professionalità nel rispondere fin dall’inizio all’emergenza Covid, affrontando anche i costi organizzativi per la gestione in sicurezza delle strutture – ha ricordato Katia Toffanello, Responsabile cooperative sociali di Legacoop Estense – La principale problematica è stata la carenza di personale infermieristico, assorbito dalla Sanità. Nel complesso le nostre coop hanno tenuto dal punto di vista occupazionale, pur dovendo fare ampio ricorso agli ammortizzatori sociali durante il lock down per la chiusura dei servizi educativi, ma si è decisamente ridotta la redditività, anche a causa degli elevati costi sostenuti per dotarsi di tutti i presidi di protezione anti-covid. La ripartenza è stata complessa ma positiva grazie alla collaborazione pubblico/privato».
Oggi le principali cooperative sociali di Legacoop Estense (il campione rappresenta il 90% del totale fatturato) producono ricavi per 125 milioni di euro, possono contare su una patrimonializzazione di oltre 26 milioni di euro, e su oltre 6 milioni di euro di capitale sociale (con riserve di capitale che sfiorano i 20 milioni di euro). Il numero complessivo di soci sfiora quota 2.600, il 94% dei quali è socio lavoratore (2.433).
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