«Erano terrorizzati Così sono intervenuta»
A differenza di tanti passanti, domenica pomeriggio non si è girata dall’altra parte. Ha affrontato i bulli, consapevole di non trovarsi di fronte a una semplice scaramuccia tra adolescenti. E ieri, leggendo la notizia sui giornali, non ha avuto più dubbi: oggi andrà in questura per presentare un esposto alla Digos, il secondo dopo quello di Arcigay. Lei è una mamma ferrarese che domenica stava rientrando a casa: «Erano circa le 18.30 – racconta – In piazzetta Gobetti ho notato un gruppo di ragazzi molto giovani, seduti sotto la luce. Ho intravisto anche qualcosa di colorato, probabilmente era una bandiera arcobaleno». Dalla parte opposta della strada, va avanti la testimone, «c’era un altro gruppo di ragazzi seduti, e dietro di loro altri giovani sui diciassette, vent’anni, alcuni riders e qualche adulto. A un certo punto ho avvertito un grido fortissimo, mi sono girata e ho visto lanciare il piccione morto; lì per lì non ho capito, ho pensato a uno scherzo di pessimo gusto e non volevo fare la pare dell’adulto rompiscatole che si immischia. Ma poi la cosa è continuata. Non ho sentito le frasi, ma ho visto lanciare un’altra volta il piccione e soprattutto ho visto le facce terrorizzate dei ragazzini e avvertito un clima di tensione e violenza. Allora sono intervenuta: “Ma cosa state facendo? Basta!”, ho urlato, e i ragazzi si sono dispersi, tranne uno che sembrava volesse insistere e poi se ne è andato, ma se in quel momento avessi incontrato le forze dell’ordine avrei chiesto loro di intervenire. Sono tornata a casa agitata e ho raccontato tutto a mio marito. Poi ho deciso che era giusto denunciare. Ho contattato Manuela Macario, che conosco dai tempi della scuola, e oggi andrò alla Digos».
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