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Le istituzioni dicono no a Bolsonaro C’è Salvini, ma il sindaco diserta

Fabio Calamati
Le istituzioni dicono no a Bolsonaro C’è Salvini, ma il sindaco diserta

Il sindaco di Pistoia, Tomasi di Fratelli d’Italia, va a un vertice a Firenze e manda un assessore  Mancano anche il vescovo e le autorità regionali. Manifestazioni di protesta di Arci, parrocchie e partiti

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Fabio Calamati

PISTOIA. Niente sindaco, niente vescovo e nessuna autorità regionale, ieri mattina ad accogliere il presidente della repubblica brasiliana Jair Bolsonaro a Pistoia, dove si trova il sacrario dedicato ai 465 soldati della Forza di spedizione brasiliana caduti in Italia nella Seconda guerra mondiale. Assenze eloquenti, soprattutto quella del primo cittadino Alessandro Tomasi, di Fratelli d’Italia, che aveva peraltro annunciato da giorni la sua necessità di partecipare ad un vertice in Regione sul Pnrr. Il galateo istituzionale è stato parzialmente salvato dalle presenze di un assessore comunale e del parroco incaricato dal vescovo Fausto Tardelli di pronunciare la benedizione di rito. In compenso al sacrario di Pistoia c’era il leader della Lega Matteo Salvini, che ha parlato durante la commemorazione pur non ricoprendo alcuna carica istituzionale. E che, incontrando i giornalisti, ha tenuto a scusarsi per le «polemiche incredibili perfino nella commemorazione di caduti che hanno dato la vita per liberarci dall’occupazione nazifascista». E ha ringraziato Bolsonaro per aver estradato il terrorista Cesare Battisti.

Pistoia ha reagito alla visita del discusso presidente brasiliano non solo con le assenze istituzionali, ma anche con una doppia manifestazione di protesta. La prima al mattino, in piazza del Duomo, convocata da una ventina di associazioni, circoli Arci, parrocchie, il Movimento 5 Stelle, alcuni partiti di sinistra. Solo duecento circa i partecipanti, sotto una fastidiosa pioggerella, per gridare «Fora Bolsonaro» e sottolineare che il presidente, omofobo e accusato (dallo stesso senato brasiliano) di crimini contro l’umanità per la sua gestione dell’emergenza Covid, non ha nulla a che vedere con gli ideali democratici per i quali ottanta anni fa i suoi giovani compatrioti si sono sacrificati. La seconda manifestazione si è svolta invece proprio al sacrario di San Rocco, poco fuori Pistoia, dove sorge il grande monumento che segna il luogo dove furono inizialmente sepolti i militari brasiliani deceduti in guerra sul suolo italiano. E qui i rappresentanti dell’Anpi, della Cgil, del Pd, dell’Arci e di numerose altre associazioni, in centinaia, hanno gridato ancora il loro “no” a Bolsonaro e deposto a loro volta corone d’alloro sotto al monumento.

Solo poche ore prima lo stesso sacrario era stato letteralmente blindato per la visita di Bolsonaro e la cerimonia ufficiale. Si temeva il ripetersi delle contestazioni di lunedì a Padova, dove le forze dell’ordine avevano dovuto usare gli idranti contro chi protestava per la concessione al presidente brasiliano della cittadinanza onoraria da parte dell’amministrazione comunale leghista.

Invece è andato tutto liscio. Mentre la manifestazione di protesta si svolgeva ordinatamente in ’piazza del Duomo, sulla via d’accesso al sacrario si è radunato solo un gruppo di una ventina di sostenitori del presidente. Al suo arrivo al sacrario, Bolsonaro è stato accolto dalle autorità brasiliane, dalla sottosegretaria alla difesa Stefania Pucciarelli, dal prefetto di Pistoia Gerlando Iorio e dal leader leghista Matteo Salvini. Prima della deposizione delle corone e della benedizione di rito, Bolsonaro ha salutato i presenti dicendosi onorato di poter rendere omaggio a tanti compatrioti che hanno dato la vita per la libertà.

«A tutti voi italiani – ha aggiunto – voglio dire che sono orgoglioso e soddisfatto di essere qui e avervi al mio fianco. Il Brasile e l’Italia saranno per sempre uniti».

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