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Le vittime: «Temiamo che succeda ancora Ecco perché è importante parlarne»

A.M.
Le vittime: «Temiamo che succeda ancora Ecco perché è importante parlarne»

Esposto di Arcigay, indagini in corso da parte della Digos. A maggio era avvenuto un altro episodio di violenza 

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«Adesso abbiamo paura che possa accadere di nuovo. Erano già successi episodi simili, ma mai a questi livelli e siamo spaventati. Nonostante il clamore sappiamo che succederà ancora, ecco perché vogliamo che se ne parli». È quanto ha dichiarato all’agenzia La Presse una delle adolescenti (15 anni) vittime dell’aggressione omofoba avvenuta domenica in pieno centro. «Non abbiamo reagito – ha proseguito la ragazza – perché non volevamo che le cose peggiorassero e sapevamo benissimo che se lo avessimo fatto sarebbe andata male». Gli aggressori, ha chiarito, «li conosciamo tutti di vista. Uno è un amico di un mio amico, quindi sappiamo chi sono. Loro sono venuti da noi proprio perché sanno che siamo un gruppo di attivisti, facciamo parte della comunità Lgbtq+. Quindi hanno agito con estrema consapevolezza».

Intanto il caso è finito sul tavolo della Digos, che ha già avviato i primi accertamenti. Ieri Manuela Macario di Arcigay, l’associazione a cui le giovani vittime avevano chiesto aiuto, ha presentato un esposto come persona informata sui fatti, spiegando agli agenti quanto le era stato riferito dai ragazzi e consegnando due video: quello che ha già fatto il giro del web (con le frasi inneggianti a Mussolini) e un secondo filmato, non messo in rete perché i protagonisti sono riconoscibili, in cui si vedono i bulli lanciare per due volte il piccione morto in direzione dei ragazzini.

«Non è la prima volta che accadono fatti del genere a Ferrara – spiega Macario – Già il 15 maggio alcuni di questi ragazzi erano stati attaccati in occasione dell’iniziativa organizzata a sostegno del Ddl Zan. Arrivati in Galleria Matteotti, erano stati apostrofati con insulti omofobi, al punto da rinunciare a partecipare alla manifestazione. Ma succede anche nei confronti di ragazzine etero che, come spesso succede a quell’età, passeggiano tenendosi per mano e vengono aggredite verbalmente. Sono testimonianze che raccolgo facendo formazione nelle scuole. Così come abbiamo intenzione di organizzare a breve un incontro con le vittime di questo grave episodio di bullismo omofobo. I ragazzi vogliono accendere un faro su quanto è accaduto non per protagonismo, ma per impedire che accada ancora e per dare a tanti loro coetanei il coraggio di denunciare».

E mentre la mamma di una delle vittime conferma la volontà a sporgere denuncia, in queste ore arrivano tantissime manifestazioni di vicinanza e di sdegno per le immagini che stanno circolando in rete, sul profilo TikTok .approvate_la_ddlzan e sulle pagine Instagram di Arcigay Ferrara e di Alessandro Zan, che ha anche twittato: “Chi si è nascosto dietro il voto segreto legittima odio”. «Quanto accaduto sta facendo il giro e per noi è importantissimo – conclude la quindicenne – Stiamo ricevendo moltissima solidarietà non solo dai nostri compagni di scuola, ma anche da tanti sconosciuti».

A.M.

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