La Nuova Ferrara

Ferrara

le reazioni 

Un coro di sdegno e condanna La città si stringe ai ragazzi

Il sindaco: un atto meschino Romani (Arcigay): lo Stato ha tradito questi giovani La senatrice Boldrini: più educazione nelle scuole

2 MINUTI DI LETTURA





«Un atto meschino, intollerabile. È ferma la condanna e assoluto lo sdegno nel vedere quella sequenza di immagini che fanno male. Piena solidarietà ai giovani che sono stati aggrediti e alle loro famiglie: sono pronto a incontrarli e mi auguro che si faccia presto piena luce sui fatti e che i responsabili vengano individuati e puniti».

Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, sull’aggressione omofoba che tanta eco ha suscitato in città e non solo.

Un episodio che rivela «una stupidità e un’ignoranza che sono state lasciate libere di dilagare: non si spiega altrimenti un ragazzino che inneggia al Duce – interviene Flavio Romani, consigliere nazionale Arcigay – Ma non definiamola una “ragazzata”, perché queste sono ferite che restano, e che segnano. Di sicuro se fosse stata in vigore la legge Zan quei ragazzi si sarebbero sentiti più al sicuro e protetti dallo Stato, quello Stato che martedì ha voltato loro le spalle».

Di «fatti gravissimi» parla il segretario comunale Dem Alessandro Talmelli, mentre la senatrice Pd Paola Boldrini teme che l’aggressione omofoba «sia avvenuta in risposta alla bocciatura del Ddl Zan, il cui affossamento ha probabilmente sdoganato e incoraggiato manifestazioni di violenza», conclude auspicando che l’educazione contro l’omotransfobia entri nelle scuole.

Il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni condanna «senza alcuna remora» quanto accaduto «ma da Zan non accettiamo strumentalizzazioni. Nel nostro codice penale esistono norme che puniscono le minacce aggravate, con l’aggravante dei motivi abbietti: nel complesso i responsabili rischiano fino a 1 anno e 4 mesi di reclusione».

Da parte del vicesindaco Nicola Lodi arriva una sollecitazione «alle autorità preposte, che sono già al lavoro e stanno vagliando le immagini», a «fare presto chiarezza e individuino i colpevoli di questi atti adeguati. Spero che questo clima di odio venga sovrastato da interventi per sensibilizzare questi giovani».

Anche Italia Viva Ferrara stigmatizza «l’aggressione vile e spregevole. Un atto che, alla luce delle scene di festa in Senato davanti alla caduta del Ddl Zan, ci fa capire quanto le scelte politiche si riflettano sulla vita di ogni cittadino. Speriamo che i responsabili vengano individuati».

Basta retorica, ammonisce la Cgil di Ferrara, «siamo di fronte a un segnale di allarme che va considerato nella sua gravità e che richiede assunzione di responsabilità in primis da parte della politica. Serve una condanna unanime e soprattutto un impegno reale, concreto e coerente nel contrasto ai crimini di odio e alle discriminazioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google