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Caos all'anagrafe: stato di agitazione del Diccap, lunedì incontro chiave in prefettura

Caos all'anagrafe: stato di agitazione del Diccap, lunedì incontro chiave in prefettura

Il sindacato autonomo Cse-Flpl (Diccap): "E' giunta l'ora che l'Amministrazione Fabbri decida di essere veramente dalla parte del cittadino provvedendo ad effettuare nuove iniezioni di personale che devono essere fatte poiche' il Comune sta diventando un puzzle di servizi senza piu' nessuna interconnessione tra loro e a farne le spese e' solo la cittadinanza"

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FERRARA - Sempre più caos per i servizi demografici del comune di Ferrara. Anzi siamo di fronte ad «una situazione paradossale», per il sindacato autonomo Cse-Flpl (Diccap) che ha proclamato lo stato di agitazione in vista di un nuovo tavolo in prefettura fissato per lunedì prossimo 8 novembre.

«Quanto stava avvenendo era già stato segnalato alla Prefettura, e alla luce di quanto stava avvenendo il nostro sindacato decideva di aprire nuovamente lo nuovo stato di agitazione, il terzo nei Servizi Demografici da quando e' nata questa nuova amministrazione». E dire che sindacato Diccap, assieme a Sinusca, continua a denunciare da ormai piu' di un anno e mezzo le carenze di organico e le problematiche degli Uffici di Via Fausto Beretta «ma l'Amministrazione procede addirittura impiegando soldi e fondi nell'esternalizzazione dei Servizi, servizi che non vengono resi al cittadino in maniera puntuale», la denuncia della nota sindacale. «E' giunta l'ora che l'Amministrazione Fabbri decida di essere veramente dalla parte del cittadino provvedendo ad effettuare nuove iniezioni di personale che devono essere fatte poiche' il Comune sta diventando un puzzle di servizi senza piu' nessuna interconnessione tra loro e a farne le spese e' solo la cittadinanza», spiegano i sindacati, poichè «è impensabile che in un Comune come Ferrara, con piu' di 130 mila abitanti le delegazioni siano aperte a turno con un unico sportellista che si turna con gli sportellisti di Via Fausto Beretta 1».

Un problema di organizzazione, spiegano i sindacati che rivedono il passato: «E' inconcepibile che il cosiddetto Sca, tanto voluto dalla Giunta Tagliani, abbia un ufficio elettorale che sia composto solamente da due impiegati di cui uno uscente: negli uffici di stato civile i dipendenti si turnano sull'ufficio certificazione che e' chiuso da quando gli ultimi tre impiegati sono andati nel 2019 in pensione». E dire che i procedimenti in carico a questi servizi sono un numero considerevole: «basti pensare che per prendere la residenza la cosiddetta "residenza in tempo reale" la normativa prevede la chiusura della pratica entro 48 ore, ma proprio per mancanza di operatori, i tempi si ampliano considerevolmente, arrivando addirittura a settimane di attesa per una carta di identita' o per un certificato». E allora, «il problema di questi uffici non e' come ritiene l'amministrazione quello di far rispondere al centralino a una ditta esterna ma una vera e propria riorganizzazione con una iniezione di operatori e apertura degli uffici delle delegazioni tutti i giorni, altri uffici senza personale: siamo arrivati al punto in cui se manca un operatore per malattia l'ufficio viene chiuso a data da destinarsi».

Dalle parole però occorre al più presto passare ai fatti: per questo motivo l’8 novembre è in programma un nuovo incontro in Prefettura, dove si attuerà il nuovo tentativo di conciliazione, e in caso di esito negativo il sindacato Diccap si dice pronto a sua volta a proclamare tutte le azioni sindacali ritenute necessarie, come prevede la normativa sugli scio
peri. E per finire, si rivolgono al sindaco: «facciamo un invito, venga a fare un giro nei corridoio per tastare di persona il malcontento del personale per l'attuale situazione. Chissà che ciò non possa servire a prendere atto de visu di quanto sta avvenendo».

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