La tragedia della morte di un papà ricordata a 36 anni di distanza
Comacchio, il 4 novembre 1985 moriva a 53 anni Natale Fantinuoli La figlia Lucia: «L’ambulanza arrivò tardi, forse si sarebbe salvato»
LA STORIA
Questa è una vicenda mai apparsa sui giornali. Esce oggi, a 36 anni di distanza da quella tragedia non per intenti polemici, ma perché la figlia più giovane, allora ancora minorenne, ha ora l’età che aveva il protagonista di questa vicenda quando è morto. Stiamo parlando di Natale Fantinuoli, morto il 4 novembre del 1985 per un malore in casa. Fantinuoli, per tutti “Puniaghi”, gestiva 40 ettari di terra nel Mezzano, il lavoro e la famiglia erano la sua vita, quella vita strappata troppo presto per un improvviso malore e una notte che la figlia Lucia non dimenticherà. Ed è proprio lei, allora testimone 17enne, a voler ricordare quella vicenda, anche per mostrare quanto nei figli di Fantinuoli sia ancora vivo il ricordo del padre: «Non dimenticherò mai quella notte di 36 anni fa - ci dice -, quando mio papà sentì un forte dolore al petto e iniziò a urlare “Aiuto aiuto”. Ero in casa con mia mamma Luigina Luciani, fu lei a chiamare subito l’ambulanza».
E qui inizia il triste racconto di quella nottata tragica: «Chiamammo per un’ora e enti minuti l’ambulanza, dall’ospedale di Comacchio ci dicevano che era partita, ma noi abitiamo in via Spina, ci volevano dieci minuti per arrivare... Quando arrivarono ormai era morto, così lo avvolsero con un lenzuolo ma lo fecero cadere a terra a pochi passi dall’ambulanza. Mi gettai io a raccogliere il corpo ancora caldo e mi raggiunge a quel punto il mio caro fratello maggiore Tomaso, che stava tornado a quell’ora dalla serata con gli amici. A distanza di tempo sapemmo che quella sera al pronto soccorso festeggiavano un compleanno, forse mio padre sarebbe morto lo stesso. So solo che quella fu l’ultima volta che lo vidi».
ALTRA TRAGEDIA
Lucia mai ha dimenticato quella serata, per lei ancor più tragica perché l’ha dovuta vivere in prima persona, a differenza degli altri fratelli e sorelle. «Mio padre era stimato da tutti, era un gran lavoratore e ha fatto mancare mai nulla alla propria famiglia. Anche se sono passati 36 anni non riesco a dimenticare quella notte, sento ancora le sue urla e penso sempre a cosa sarebbe potuto succedere se i soccorsi fossero arrivati in tempo».
Ora è lei l’ultima testimone oculare di quella serata, perché mamma Luigina è morta nel 2012 e il fratello maggiore Tomasi nel 2009 a soli 49 anni: «Ho sempre detto agli altri miei fratelli e sorelle (Ersilia, Giuliano e Carla) che raggiunti i 53 anni, l’età di mio padre quella notte, avrei fatto di tutto per ricordarlo pubblicamente; lo merita».
D.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
