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L'inchiesta

Truffa da 20 milioni, reddito di cittadinanza ai boss mafiosi

Truffa da 20 milioni, reddito di cittadinanza ai boss mafiosi

Operazione dei carabinieri: in Campania la criminalità e i “furbetti” ne intascavano la metà, il resto in altre quattro regioni. Il sussidio a numerosi personaggi criminali. Coinvolte altre tre regioni del Sud

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NAPOLI.  Camorristi, parenti di affiliati ai clan, parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori e lavoratori irregolari. C’è chi si è inventato figli che non ha. Chi aveva una Ferrari nel garage e chi una barca di lusso in porto; chi ha fatto domanda vivendo in una famiglia con redditi sopra i 150mila euro l’anno e chi è titolare di una scuola da ballo. E ci sono pezzi da novanta della criminalità organizzata, figli e parenti di boss di clan storici napoletani. 

E l’elenco dei “furbetti” del reddito di cittadinanza in Campania, per una truffa ai danni dello Stato di 10 milioni di euro, dei quali 5 nella provincia di Napoli. Da maggio a ottobre 2021, i militari dell’Arma sono stati impegnati in una campagna di controllo e verifica sulla legittimità della percezione del reddito di cittadinanza, con la collaborazione dell’Inps. A finire nel mirino dei militari del comando interregionale “Ogade”, cinque regioni meridionali: Campania, Abruzzo, Molise e Basilicata.

Spulciando i numeri in Campania sono 1.824 le persone denunciate per truffa ai danni dello Stato, con un importo totale dell’indebito percepito di 10 milioni di euro, la metà dell’importo totale delle cinque regioni. La provincia con più deferimenti per percezione indebita è quella di Napoli: su 2.441 “furbetti” 716 sono stati denunciati, 422 hanno precedenti penali. Tra i casi eclatanti scoperti dai carabinieri di Napoli, spunta quello di un 46enne di Castellammare di Stabia già noto alle forze dell’ordine che, forse ispirandosi alla celebre scena del film “Totò Truffa 62” in cui il Principe De Curtis vestiva i panni dell’ambasciatore del Catonga, si è recato all’ufficio postale di via Plinio il Vecchio a Castellamare di Stabia e, presentando una carta di identità bulgara falsa e simulando addirittura un accento straniero, aveva tentato invano di ingannare l’operatore per ottenere il reddito di cittadinanza. Fece scalpore a maggio l’arresto di uno scippatore che a Capodimonte strappò la borsa a una 18enne: anche lui era percettore di reddito di cittadinanza.

Ci sono persone legate alla criminalità organizzata. Una di queste è l’esponente di spicco del clan Frizziero, attivo tra i quartieri Chiaia e Posillipo. L’uomo è risultato beneficiario indiretto della misura, che veniva percepito dalla moglie. Cinque persone, invece, sono state arrestate nel settembre del 2020 dalla compagnia Vomero perché ritenute gravemente indiziate di sequestro di persona a scopo di estorsione con aggravante mafiosa, perché legate al clan Amato-Pagano.

Tra i beneficiari si leggono nomi di appartenenti al gruppo camorristico dei “Cifrone”, imputati per estorsione e rapina; i “Balzano”, associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione, detenzione abusiva di armi; due spacciatori, un rapinatore; un uomo arrestato per detenzione di armi; dieci affiliati al clan Grimaldi-Vanella Grassi, arrestati durante l’operazione “Cupola” del 2020 per associazione per delinquere di stampo mafioso. Sono 75 quelli che hanno visto nel nucleo familiare un parente colpito da provvedimento cautelare.

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