La Nuova Ferrara

Ferrara

«Un periodo intenso 4 anni indimenticabili»

Il discorso di saluto del prefetto alla città si conclude con i versi di Bassani 

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Autorità civili, religiose e militari, cittadine e cittadini,

nella seduta del 28 ottobre scorso, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, mi ha destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Potenza, dal prossimo 6 novembre.

Mi accingo, pertanto, a lasciare la Prefettura di Ferrara dopo quattro anni, concludendo un percorso iniziato nella piena consapevolezza dell’impegno che mi attendeva nel mio primo incarico da Prefetto, che spero di aver onorato.

Le esperienze maturate nell’arco di questo tempo sono state e resteranno per me un patrimonio indimenticabile, di arricchimento professionale e umano.

È stato un periodo intenso e appassionato e oggi mi sento di dire di far parte di questa comunità così ricca di storia, cultura e valori, con cui si è creato un legame forte che spero continui negli anni a venire.

Con sincera riconoscenza per la strada che abbiamo percorso insieme, rivolgo un pensiero di ringraziamento ai miei collaboratori, alle Forze di Polizia, alle Forze Armate, ai Vigili del Fuoco, agli Amministratori locali, ai responsabili dei diversi livelli istituzionali, alle parti datoriali e sociali, agli operatori del Terzo settore e del mondo dell’associazionismo, agli organi dell’informazione, ad ogni cittadina e cittadino di questa comunità.

Nell’assolvimento del mio incarico ho cercato di rappresentare ai più alti livelli istituzionali quello spirito di coesione e di prossimità ai bisogni dei cittadini scolpito nella nostra Costituzione e tipico tratto distintivo della società civile ferrarese, trovando da parte di tutti la più ampia disponibilità, nelle quotidiane e spesso complesse problematiche che abbiamo affrontato insieme.

Prima tra tutte la catastrofica emergenza pandemica che ci ha travolto, come un improvviso tsunami, ormai venti mesi fa, a cui questa provincia ha fatto fronte mobilitando tutte le energie, tutte le risorse, tutti i suoi cittadini, uniti per il bene comune. La comunità ferrarese, nell’affrontare questo nemico invisibile, ha saputo dimostrare ancora una volta che il senso della convivenza solidale e l’etica delle responsabilità sono valori imprescindibili e necessari.

Le Istituzioni della provincia hanno saputo improntare il loro continuo e incessante lavoro a meccanismi di sinergia virtuosa ed azioni comuni, spinti dall’urgenza e dalla necessità di dare una risposta efficace all’emergenza sanitaria, offrendo la più evidente testimonianza del principio, da me sempre sostenuto, che da soli non si va da nessuna parte e che solo l’impegno condiviso può consentire di superare, insieme, le crisi più difficili.

In questo periodo ho cercato di costruire con ciascuna componente di questo tessuto un progetto ispirato ad un orizzonte largo, cercando di guardare sempre lontano e facendomi ispirare dai valori e dagli ideali che rispecchiano questa terra e la sua collettività.

La provincia ferrarese conserva bellezze naturali straordinarie, anzi uniche, paesaggi ancora in buona parte intatti e ha per suo capoluogo una delle capitali della civiltà italiana ed europea, dotata di un grande patrimonio monumentale e di splendidi palazzi rinascimentali. In questa bellissima Città, non a caso, si è insediata una delle più antiche comunità ebraiche d’Europa e si sono incontrate e intrecciate in modo indissolubile la cultura e la religione ebraica con il cattolicesimo. La preziosa identità culturale che si è sviluppata grazie a questa fusione di comunità e intelligenze ha reso possibile negli anni anche una importante crescita produttiva, agricola e industriale.

Ringrazio le Istituzioni storico-culturali e museali di questa Città per avermi reso testimone e partecipe attivo di eventi, riflessioni e dibattiti sull’importanza di fare memoria, sulle nostre radici risorgimentali e unitarie, sull’abominio delle guerre e dello sterminio del diverso. Ho cercato di dare con passione il mio contributo, convinto che il ruolo dell’Istituzione che rappresento non sia solo controllo del territorio ma anche, e soprattutto, difendere fino in fondo i valori della nostra Costituzione attraverso la diffusione dell’impegno civile e della cultura della conoscenza e del rispetto reciproco.

Ho potuto verificare ed apprezzare le indiscusse virtù morali, civili ed umane della gente della provincia estense, che si fondano sui valori di una storia radicata, evoluta nel corso degli anni sino ai giorni nostri, come testimoniato anche dalla ricchezza del suo patrimonio culturale e dei suoi personaggi illustri. Virtù e doti che si sono consolidate sulle migliori tradizioni di operosità e di concretezza.

Lascio, quindi, sinceramente commosso, un pezzo del mio cuore in questa realtà che ho imparato a conoscere ed amare e tanti ricordi legati alla cordialità che ha sempre contraddistinto i rapporti istituzionali e personali da me intessuti in questi quattro anni.

Formulo il più fervido auspicio che la Città di Ferrara e tutta la provincia, con il legittimo orgoglio di un illustre passato, possano ulteriormente sviluppare le notevoli potenzialità economiche, sociali e culturali che, pur in momenti di difficoltà, assicurino di mantenere e consolidare quel ruolo di rilievo che a questa provincia compete, sul piano regionale e nazionale.

A tutti ancora un sincero grazie, nella consapevolezza che

“La vita è uno degli atti

musicali e sui suoi temi

fondamentali

sulle sue frasi

propriamente essenziali

non ama affatto

indugiare”

(Giorgio Bassani).



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