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Autobrennero “blindata” per trent’anni Cispadana più vicina

S.C.

Il gestore dell’A22 e principale azionista della nuova arteria non dovrà passare per una gara e potrà ricorrere al project financing: ora si può partire

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Si brinda in casa Autobrennero ma le bollicine sommergono anche i territori ferraresi tra l’Alto Ferrarese e la città, i più interessati alla costruzione dell’Autostrada Cispadana. È stato infatti rimosso il principale ostacolo alla costruzione della nuova arteria, che a questo punto sembra essere pronta al varo dei progetti esecutivi. Ieri è infatti successo che l’assemblea del Senato abbia dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto Infrastrutture, che conteneva anche un emendamento di Pd e Italia Viva con il quale si autorizzava il ricorso ad un project financing per riaffidare la gestione trentennale dell’A22 del Brennero, un affare da 1,8 miliardi di euro, all’attuale gestore, senza bisogno di ricorrere ad una gara europea. A questo punto Autobrennero potrà ricorrere appunto entro il 31 dicembre 2022 alla formula della finanza mista pubblico-privata per tutti gli investimenti che ha in programma di fare in 30 anni. Tra questi, ecco il collegamento con le vicende nostrane, ci sono due autostrade di valore regionale, la Campogalliano-Sassuolo e appunto la Cispadana, che dovrebbe collegare l’A22 con il mare, attraverso pezzi dell’attuale strada e il raccordo Ferrara-Porto Garibaldi. La condizione che aveva posto Autobrennero, azionista numero uno della Società autostrada Cispadana, era appunto la garanzia di poter continuare a gestire il suo core business, cioè l’A22, per un periodo molto lungo.

L’idea originaria della Cispadana, che risale al 1986, era di una strada extraurbana secondaria a una corsia per senso di marcia, poi diventata una strada a scorrimento veloce gratuita. Nel 2006 il progetto è cambiato prospettando appunto un’autostrada a pedaggio di 67 chilometri del costo previsto di 1,1 miliardi. Per questo la Regione ha stanziato 150 milioni nel 2007 e 200 milioni tra aprile e novembre 2019.

Le opposizioni al progetto non sono mai scemate del tutto, sia nei territori (in particolare nel Modenese) che tra i partiti. Anche nel dibattito al Senato è emersa la contrarietà M5s al project financing.

S.C.

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