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L’incontro 

«Ragazzi, fate ciò che volete Ma non mentite a voi stessi»

M.G.
«Ragazzi, fate ciò che volete Ma non mentite a voi stessi»

Il filosofo Vito Mancuso alla Sala Estense con gli studenti del Liceo Dosso Dossi  «Perché credere? Quando non basta conoscere, allora sì, bisogna credere»

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«Fate quello che volete ma non perdete di vista il vero e proprio mistero che è l’esistenza della vita»: parla da filosofo Vito Mancuso, alla Sala Estense piena di studenti del Liceo artistico Dosso Dossi, rispondendo alle loro domande dopo un’introduzione nella quale ha affrontato soprattutto il tema dell’esistenza della vita. Si sofferma su questo, e va oltre, spiegando che «voi giovani dovete onorare il vostro essere vivente, facendovi tante domande soprattutto perché c’è il bene ed il male, arrivando a dire che l’anima è chiamata a salire ed ad attingersi con un nutrimento diverso da quello alimentare». Concetti alti, che hanno acceso la curiosità dei ragazzi: che hanno iniziato con le domande.

La prima è Virginia che entra subito in argomento chiedendo: «In che modo si può rendere sensata la nostra diversità individuale». La risposta immediata e lapidaria è stata: «Capendola». Ricordando poi il “Conosci te stesso” di Socrate ed il “Diventa ciò che sei” del poeta Pindaro, Mancuso ha sottolineato che «l’Io ha due livelli ma è quello più profondo che dobbiamo scoprire». Ancora gli è stato chiesto di dire una parola totem, che ci accompagni tutta la vita. E la risposta è stata altrettanto immediata: «sincerità nel suo più profondo significato, ovvero non mentire mai, il che non significa dire qualche volta una bugia ma è la menzogna che non ci deve accompagnare, specialmente quando questa riguarda noi stessi».

Mancuso, poi, non ha dato invece una risposta all’esistenza nelle nostre vite, di mille gravi problemi irrisolvibili come l’handicap; perché la causa è l’imponderabile. Infine gli studenti hanno voluto sapere cosa lo ha spinto a credere. Qui la risposta è stata subito chiara : «Quando il bene e la bellezza, quella interiore, si uniscono, si forma la dimensione dell’etica e dell’estetica; e quando non basta conoscere, allora bisogna credere». «Io credo – ha concluso – perché quando agisco in conformità sono più vero, più uomo e si compie la mia umanità». Sulla bellezza e sull’etica e sul valore del linguaggio senza però le parolacce fine a se stesse, si sono poi basate le ultime domande raccolte fra i vari studenti .

Nel pomeriggio, poi, ad un anno dalla scomparsa di Piergiorgio Cattani , il filosofo ha presenziato all’inaugurazione del “Lascito librario“ alla Biblioteca Cedoc della parrocchia di S. Francesca Romana di via XX Settembre; è seguito poi documentario “Niente sta scritto” su alcune sezioni seguito da un intervento di Vito Mancuso.

M.G.

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