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I Maestri Artigiani e le loro botteghe scuola «Così tramandiamo il lavoro ai giovani»

Marcello Pulidori
I Maestri Artigiani e le loro botteghe scuola «Così tramandiamo il lavoro ai giovani»

Dal meccanico alla stilista, l’Accademia premia 12 imprenditori che hanno saputo costruire un ponte tra le generazioni

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Marcello Pulidori

C’è chi è stato fortunato perché ha trovato un lavoro in casa, come Matteo Garbellini che grazie al padre (presidente dell’Accademia dei Maestri Artigiani) oggi si muove tra una officina e l’altra e non ha avuto l’ansia di dover trovare un posto di lavoro. Ma c’è anche chi ha saputo inventare dal nulla la propria professione, come Katia Artioli, meravigliosa stilista, che gestisce ora un suo atelier e disegna abiti da sposa personalizzati per uno dei giorni decisivi di una vita. Ieri nella sala conferenze della Cna, in via Caldirolo, l’Accademia dei Maestri Artigiani ha diplomato 12 nuovi imprenditori eccellenti. Tutto in una domenica speciale e soprattutto in occasione di una ricorrenza come i 70 anni dalla fondazione dell’Accademia. Era il 1951, e l’Accademia nasceva da una idea di Pilade Cappellari ed Efrem Navarra. In questi 70 anni epici le finalità di questo istituto sono state molteplici: dalla salvaguardia di mestieri storici e caratterizzanti, alla valorizzazione di un patrimonio di conoscenze che altrimenti rischierebbe di andare perduto; dalla tutela del patrimonio artistico, culturale e professionale di una città, alla volontà d’innovare settori altamente specialistici e tradizionali. Una prima caratteristica dell’Accademia è che questa non si applica solo a specifici settori d’interesse predeterminati dalle amministrazioni regionali. L’Accademia è anima del lavoro, custode delle tradizioni che hanno scandito la vita di migliaia e migliaia di associati. E che ieri in via Caldirolo ha potuto trovare il suo punto di maggiore e più intensa sintesi.

A condurre la mattinata con la consueta signorilità è stato proprio il nipote di quel Pilade Cappellari, Marco Cappellari, coordinatore dell’Accademia dei Maestri Artigiani.

Nel suo saluto, poi, il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri ha ricordato che «la nostra Giunta ha fatto e sta facendo molti sforzi per venire incontro agli artigiani e agli imprenditori in generale. La diminuzione della pressione fiscale è stata per noi un dovere appena ci siamo insediati e crediamo – ha detto ancora il primo cittadino di Ferrara – di aver percorso la strada giusta per uscire da difficoltà che i nostri imprenditori ci segnalavano da tempo». «La Regione sarà sempre più vicina agli artigiani – è stata invece la promessa di Paolo Calvano, assessore regionale al bilancio – soprattutto nel semplificare le procedure per poter accedere alle semplificazioni previste proprio dalla stessa Regione; quindi mi sento di assicurare che faremo ogni passo per mantenere la parola data in questo senso».

Intenso e significativo l’intervento del presidente dell’Accademia, Marco Garbellini, il quale in una sorta di excursus su cosa è stata la stessa Accademia, ha messo l’accento «sulla nostra storia, che è la storia di generazioni, ma soprattutto di nonni e padri che hanno trascorso notti insonni per arrivare a far quadrare i conti, per lasciare ai loro figli e ai loro nipoti un’azienda in salute».

Un interesse particolare ha suscitato poi l’impresa di Artibano Sivieri, fondatore e proprietario della Hostaria Savonarola, una delle tappe gastronomiche più conosciute del centro storico. Sivieri può essere considerato un antesignano in diversi settori, ma senza dubbio quello della cucina tipica ferrarese è uno dei più noti. Paolo Govoni commissario straordinario della Camera di commercio, e Diego Benatti direttore della Cna hanno ricordato che «le buone leggi sono a vantaggio di tutti, e ai parlamentari chiediamo di farsi carico delle richieste degli artigiani».

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