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Tredicenne ubriaca violentata nel parco

Francesco Dondi
Tredicenne ubriaca violentata nel parco

L’episodio al parco Novi Sad, la ragazza soccorsa dai volontari, un gruppo di giovani ha cercato di portarla via

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MODENA. Solo un tempestivo intervento ha interrotto quello che si stava palesando come una violenza sessuale. Una ragazzina di 13 anni è infatti stata soccorsa e affidata al personale del 118 dopo un pomeriggio degenerato nell’alcol e terminato in modo drammatico sulle tribune del parco Novi Sad, nel cuore di Modena.È lì che un testimone l’ha notata insieme a un gruppetto di adolescenti con uno di loro impegnato in un amplesso mentre gli altri osservavano. E quel testimone ha deciso di non girarsi dall’altra parte e di bollare quanto visto come l’ennesimo esempio di degrado cittadino. Ha intercettato una pattuglia della Guardie Ecozoofile "Fare Ambiente", i volontari che da oltre un anno presidiano il problematico parco, e ha raccontato quanto visto e poi se n’è andato. Sono stati invece gli operatori di "Fare Ambiente" a raccogliere la segnalazione e a fare ciò in cui sono diventati specialisti: recarsi nella zona della segnalazione a osservare e magari a cercare un po’ di dialogo. In un primo momento avevano pensato a qualche effusione un po’ spinta tra giovani, ma appena si sono trovati ai piedi della tribuna hanno capito che c’era qualcosa di più drammatico in corso. È quindi scattata la chiamata alla Polizia locale che in pochi istanti è arrivata in forze al Novi Sad. Un intervento immediato, probabilmente salvifico e utile a cristallizzare fin dai primi istanti quella che appare come una violenza a tutti gli effetti.Da quanto è stato possibile apprendere, la ragazzina si trovava con addosso soltanto la maglietta e uno dei giovani che erano con lei aveva i pantaloni abbassati mentre la teneva a cavalcioni. Intorno c’erano gli altri giovani e ora bisognerà capire se qualcuno ha per caso filmato quanto accaduto. Ma poco importa in questa prima fase. Gli operatori hanno infatti soccorso la 13enne, l’hanno accompagnata ai piedi delle scalinate mentre tutti gli spettatori si sono temporaneamente dileguati.

«Quando siamo arrivati l’abbiamo raggiunta sulle gradinate - racconta una delle operatrici di Fare Ambiente -. Si muoveva come un automa, non rispondeva alle sollecitazioni. Non stava affatto bene. Non era in grado di capire e capirci». Poco dopo il gruppo di ragazzi è tornato e si è radunato intorno alla macchina di servizio. Prima uno, poi due, poi tanti: volevano "riprendersi" la ragazzina; volevano sottrarla agli adulti chissà per quale slancio di tutela. Con fare minaccioso hanno iniziato a inveire, a minacciare, a provare a mettere pressione, ma quell’atteggiamento non è servito. Con grande professionalità gli agenti hanno caricato la giovanissima sull’auto di servizio e l’hanno portata lontano, al sicuro. E in quel momento è parso chiaro e lampante che avesse bisogno di cure mediche. Si trovava infatti in una condizione psicofisica inadeguata, che forse ha ridotto le sue barriere di autotutela, spingendola su quelle tribune senza neppure capire cosa le sarebbe potuto accadere. Sono due le direzioni su cui si è incanalata l’indagine della Polizia locale di Modena: la prima è di tipo diagnostico-sanitario, l’altra porta rapidamente all’analisi delle telecamere di sicurezza che monitorano il parco Novi Sad.

La 13enne è infatti stata portata sabato sera all’ufficio di piazzale Natale Bruni dove è stata soccorsa perché disidratata e in precarie condizioni, al limite del collasso. Successivamente l’ambulanza l’ha trasferita al Policlinico di Modena dove il personale medico e infermieristico l’ha sottoposta a tutti gli accertamenti del caso: un certificato ha evidenziato che ha avuto recenti rapporti sessuali. Ma saranno soprattutto le telecamere della videosorveglienza municipale, oltre alle testimonianze raccolte sul posto, a delineare un episodio comunque inquietante. Si dovrà infatti accertare le singole responsabilità dei presenti sia nella presenza sulle tribune sia nell’ancora più sconvolgente assalto agli operatori di "Fare Ambiente". Da quanto si può apprendere ci sarebbero alcune immagini che offrono un quadro piuttosto dettagliato della faccenda e molti dei ragazzini sarebbero identificabili.

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