È indagato in cinque processi Dalla concussione all’abuso
Il caso trenino in aula giovedì Poi i ricatti alla Cidas le offese al runner, la sceriffata dello sgombero del campo nomadi e il concerto itinerante
Da una parte i processi che lo vedono vittima di minacce, offese, diffamazioni. Dall’altra quelli per cui, a ruolo ribaltato, da indagato sarà al centro di una raffica di processi che si apriranno a breve: sono ben cinque i procedimenti che vedono sotto processo Lodi Nicola detto Naomo (come lui stesso si cita anteponendo cognome a nome nelle tante dirette Facebook di questi mesi).
Il primo, quello più immediato, è il caso trenino: il prossimo giovedì Lodi dovrà presentarsi in tribunale davanti al giudice Danilo Russo per discutere la richiesta di archiviazione decisa dalla procura, per lui e Stefano Solaroli, dal reato di “istigazione alla corruzione”: in quella udienza si discuterà la posizione di entrambi, contro i quali i legali di Anna Ferraresi - di fatto, anche se tecnicamente non ne ha ruolo - si oppongono. La Ferraresi denunciò di essere stata ricattata: per un lavoro sul trenino turistico avrebbe dovuto in cambio dare le dimissioni da consigliere Lega. Per la procura non vi fu nessun reato. Secondo processo, quello per diffamazione e quasi istigazione all’odio nei confronti del runner che correva durante il lockdown (era vietato allora, aprile 2020), osteggiato dal farlo anche se poteva farlo avendo una prescrizione medica per via del suo stato psicofisico: Lodi e altre 16 persone sono accusate di averlo diffamato e minacciato, lui ha già riferito di aver chiesto scusa per un «episodio spiacevole», esprimendo «amarezza per il malinteso».
Poi il caso Cidas: per cui Lodi è accusato di concussione per pressioni sul presidente Cidas, Daniele Bertarelli chiedendo provvedimenti contro il dipendente Daniel Servelli che lo offendeva ripetutamente dandogli dell’idiota (Servelli è indagato per diffamazione, vedi sopra). Lodi è accusato di concussione per aver fatto leva sul presidente Cidas, che riprese più volte Servelli: un ricatto dunque che era andato a buon fine. In questo caso, Lodi coi suoi legali contesta assolutamente l’ipotesi d’accusa.
E ancora, altro processo per lo show al campo nomadi, il “Ruspa day”: quando pochi mesi dopo avere vinto le elezioni (ottobre 2019), Lodi e la giunta a trazione leghista fecero scattare la chiusura del campo nomadi delle via delle Bonifiche: senza rispettare leggi e regole. Lodi è indagato per abuso d’ufficio con altre due persone per aver demolito le casette con la ruspa (che guidava) e aver allestito lo show (con un drone che filmava) senza permessi e non rispettando il codice degli appalti. Ultimo, il caso del concerto itinerante del maggio 2020, primo giorno di fase 2, dopo il lockdown: è indagato per usurpazione di titolo (averlo organizzato, non ne aveca i poteri) e violazione regole Covid (permise assembramenti della festa). Infine, ultimo processo, come vittima delle minacce di morte della consigliera Rossella Arquà che confezionò lettere anonime (autoprodotte) con proiettili, contro di lui.
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