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L'EPISODIO

Ferrara, in trenta contro uno: pestato un 16enne in piazza Ariostea

Ferrara, in trenta contro uno: pestato un 16enne in piazza Ariostea

Il giovane ha riportato diverse ferite e una perforazione multipla del timpano. Il vicesindaco Lodi: "Ma la nostra è una città sicura"

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FERRARA. Un ragazzino di 16 anni è stato pestato dal branco in piazza Ariostea. In trenta contro uno. Il ragazzo, aggredito sabato scorso attorno alla mezzanotte, apparentemente senza motivo, è stato portato all'ospedale Sant'Anna di Cona dove gli sono state diagnosticate diverse ferite e traumi di varia entità ma, soprattutto, una perforazione multipla del timpano che ora dovrà curare. E’ stato dimesso con una prognosi di 30 giorni e una terapia per recuperare l’udito a un orecchio, al momento compromesso. A raccontare i dettagli è stata la madre del 16enne in un lungo post-denuncia sui social: "Ad un certo punto – spiega – subito dopo uno scambio di parole tra loro con un gruppo di coetanei che sostava nell’area, dal buio emerge una trentina di individui, più grandi di loro e dall’aria minacciosa. In un attimo scatta l’aggressione: il ragazzo si trova, solo, al centro di questo gruppo di energumeni, raggiunto da pugni e calci al volto e al corpo. Inutile tentare di sottrarsi. Mentre alcuni sferrano i colpi altri lo trattengono. Tutti quelli attorno guardano, immobili. Un pestaggio in piena regola, orribile e vigliacco. Senza un perché. Fortunatamente, dopo un tempo che pare infinito, altre persone, notando la confusione, intervengono, dandogli la possibiltà di scappare e trovare rifugio in un bar, dove è raggiunto dagli amici e gli vengono prestati i primi soccorsi”.

Il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, ha commentato la vicenda: "Ci troviamo di fronte ad un altro episodio grave, messo in atto da bulli e che va preso come tale. Si tratta di una vicenda squallida per la quale auspico venga fatta presto chiarezza e i colpevoli vengano adeguatamente puniti. Mi dispiace, invece, leggere il tam tam sui social che vede diverse persone tentare di far passare il messaggio di una Ferrara con tante zone franche. Ma non è assolutamente vero che la nostra è una città insicura". Poi aggiunge: "L'impegno di tutte le forze dell'ordine è sempre stato massimo e non sarà mai risparmiata una energia per perseguire l'obiettivo di tutti, che rimane sempre la sicurezza dei ferraresi. Questi episodi di violenza inaudita, che coinvolgono i giovanissimi, devono far drizzare le antenne anche alle famiglie: la pandemia ha lasciato effetti devastanti e c’è bisogno di dialogo costante con figli e nipoti. La buona educazione fornita dalle famiglie, ora più che mai, è il primo baluardo per contrastare l'odio nei confronti del prossimo". 


 

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