Sara fra laboratorio e scrittura È la scienziata-romanziera
LAGOSANTO. Scienziata e scrittrice. Da Lagosanto all’ospedale San Raffaele di Milano, per studiare una malattia genetica rara e cercare una terapia per le bimbe colpite dalla patologia. E scrivere romanzi.
È la bella storia di Sara Carli, 31enne laghese, che, dopo la laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche, cui ha fatto seguito un periodo di lavoro in Spagna, ha vinto un dottorato in medicina molecolare, con indirizzo in neuroscienze e neurologia sperimentale, che l’ha portata nel prestigioso nosocomio del capoluogo regionale lombardo.
LA RICERCA
Sara, che all’inizio del 2022 discuterà la tesi di dottorato, sta ultimando gli esperimenti su due patologie, «entrambe proprie del neurosviluppo (sindrome di Rett e sindrome da deficienza di CDKL5), che insorgono perché c’è un gene “difettoso” (mutato) sul cromosoma X. Colpiscono prevalentemente le bambine, perché loro hanno due cromosomi X, – prosegue la giovane – mentre i maschietti ne hanno uno solo e quindi hanno più difficoltà a sopravvivere. Nella Rett dopo uno sviluppo apparentemente normale, a circa 6-18 mesi le piccole “dimenticano” le principali attività imparate: muovere le mani, camminare, parlare. Nella Cdd il sintomo principale invece è la comparsa di crisi epilettiche resistenti ai farmaci. Il mio lavoro, nello specifico, è volto alla ricerca di biomarcatori per la patologia, ossia trovare un indicatore di progressione della malattia, che possa essere utilizzato nei trattamenti farmacologici, in modo tale che possa farci capire se sta andando o meno come sperato».
Il lavoro di scienziata assorbe completamente le giornate di Sara, perché il lavoro spesso l’accompagna anche a casa, talvolta, con la frustrazione per un esperimento fallito e con l’ansia, proiettata a fare meglio. Ecco allora che entra in gioco la passione per la scrittura, con il suo «potere catartico», come spiega la stessa giovane scienziata laghese, una passione che l’ha spinta a scrivere un romanzo “Melodia per anime spezzate” (Brè Edizioni), presentato a settembre nella biblioteca di Codigoro, mentre è già all’opera sul sequel, con le nuove avventure dei suoi personaggi.
LA SIMILITUDINE
«Mi piace scrivere da quando ero bambina, mettere le dita sulla tastiera – precisa Sara Carli – aiuta a lasciar fluire tutte le preoccupazioni da me al computer. Ho una mente iperattiva, spesso colleziono idee durante il giorno, ma le devo tenere buone fino alla sera dopo cena, che è il momento che dedico alla scrittura. Da quando è uscito il libro spesso mi chiedono come fa una scienziata a essere anche una scrittrice. In realtà sono due cose molto più simili di quel che ci si possa immaginare. Al lavoro mi hanno presentato un problema, ossia che c’è una patologia e non c’è una cura, e io devo inventare un modo per andare avanti e trovarla. Serve la stessa immaginazione necessaria a far proseguire i personaggi nelle mie storie».
K.R.
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