La Nuova Ferrara

Ferrara

COMACCHIO 

Scuole “Cappuccini”, via all’iter per abbatterle

Katia Romagnoli
Scuole “Cappuccini”, via all’iter per abbatterle

Affidato lo studio ingegneristico-architettonico. Tutta l’area verrà poi riqualificata: candidato un progetto da 5 milioni

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. A distanza di 10 anni dalla sua chiusura, dovuta a persistenti infiltrazioni d’acqua nel sottotetto e a fessurazioni, che ne avevano compromesso la staticità, parte l’inevitabile iter di demolizione dell’ex-scuola elementare “Cappuccini” di via Mazzini. È stato affidato nei giorni scorsi alla ditta Metis srl, con sede a Lido Estensi, per un importo di poco più di 3.600 euro, il progetto d’ingegneria e di architettura, finalizzato alla demolizione dello storico plesso scolastico lagunare. L’incarico assegnato include gli interventi di progettazione, coordinamento della sicurezza, direzione dei lavori e collaudo finale, nonché eventuali incarichi che il Comune, in corso d’opera, possa ritenere indispensabili a supporto della demolizione.

L’INTERVENTO

L’intervento, approvato di recente dal consiglio comunale, attraverso un’apposita variazione di bilancio, riguarderà «la demolizione del plesso scolastico, dichiarato inagibile nel 2011 da una perizia dello studio Mezzadri – spiega il sindaco Pierluigi Negri – e anche l’annessa palestra. Rispetto a progetti e riqualificazione futura dell’area, naturalmente, ancora è tutto da decidere».

Tutto è cominciato nella primavera del 2011, un anno prima del grave sisma che colpì l’Emilia, quando a seguito di un sopralluogo richiesto dalla dirigente scolastica Pasqua Lina Carli, furono rilevate tegole danneggiate sul tetto e forti infiltrazioni di acqua piovana. Le fessurazioni individuate lungo alcune pareti portanti dell’edificio decretarono, a fine maggio 2011, la chiusura definitiva della scuola, con il trasferimento di tutte le classi nelle altre due scuole comacchiesi, la primaria Fattibello e la secondaria di primo grado Zappata.

All’epoca l’attuale sindaco ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici nella giunta di Paolo Carli e ricorda con rammarico le tappe, sfociate nella chiusura definitiva della scuola, inaugurata nel 1967. L’annessa palestra, costruita nel 1969, invece, ha subito una sorte analoga nel 2015, dopo aver ospitato, per tanti anni, oltre alle attività di educazione fisica degli alunni, anche gli allenamenti e le prove di associazioni dilettantistiche sportive e di scuole di danza.

COSTO E OBIETTIVO

Il costo preventivato per la demolizione del plesso scolastico, ormai in avanzato stato di degrado e più volte oggetto d’incursioni vandaliche, culminate con vetri in frantumi e muri imbrattati, si aggira attorno ai 145mila euro. La demolizione risponde all’esigenza primaria di tutela dell’incolumità pubblica, in un’ottica di riqualificazione complessiva che, in futuro, interesserà anche la darsena di San Carlo, come previsto nella modifica al piano triennale delle opere pubbliche, approvata nel mese di giugno scorso. L’amministrazione lagunare ha infatti candidato un progetto da 5 milioni di euro a fondi ministeriali per la riqualificazione dell’area della darsena San Carlo.

Sono previsti anche la delocalizzazione del vecchio campo sportivo Ider Carli alla Cittadella dello sport, la creazione di un parco urbano e nuovi collegamenti ciclopedonali per interconnettere via Spina a via Marina, sino al mare.

Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google