Progetto Nocciolo Terremerse investe su 600 ettari
Il progetto per la messa a dimora di 600 ettari di nocciolo in cinque anni nelle regioni maggiormente vocate per questa coltura ovvero Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto. Lo sviluppo del nocciolo in queste aree è spinto dalla diversificazione del rischio, principalmente ambientale, derivante dai cambiamenti climatici. Si tratta, infatti, di una pianta caratterizzata da notevole rusticità, motivo per cui può essere coltivata in diverse aree dotate di peculiarità pedo-climatiche tra loro differenti, e può rappresentare un’opportunità per alcune fasce territoriali che hanno subìto negli anni l’abbandono dell’agricoltura.
Stabilità di approvvigionamento e qualità per la domanda dell’industria, da un lato, e continuità e sicurezza del reddito nel tempo per le imprese agricole, dall’altro, rendono il nocciolo una valida alternativa alla differenziazione.
La Cooperativa Terremerse, oltre a garantire sempre il ritiro totale delle produzioni, realizzerà in Emilia-Romagna un impianto per gestire le fasi di lavorazione e conservazione, fino alla vendita, e tre centri periferici (Marche, Toscana, Umbria) per le operazioni di campionatura e prima separazione dei lotti di prodotto. Il progetto Nocciolo rappresenta per Terremerse e per i propri soci un’iniziativa molto importante in quanto rappresenta la volontà di diventare attori di una filiera di qualità, tracciabile, cento per cento italiana.
Maurizio Barbieri
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