La Nuova Ferrara

Ferrara

SERRAVALLE 

Una speranza per Villa Giglioli Recuperabile con fondi europei

D.M.
Una speranza per Villa Giglioli Recuperabile con fondi europei

Il sindaco Zamboni indica la strada del Crea per finanziare l’intervento Eredi disposti a qualsiasi soluzione per riportare la struttura agli antichi splendori

3 MINUTI DI LETTURA





SERRAVALLE. «Durante questa mia permanenza a Serravalle ho capito che la Villa Giglioli rappresenta per tutti un bene prezioso. Durante le escursioni fatte in quel luogo con i bambini e ragazzi ho potuto notare un patrimonio che se ne va piano piano. Non è possibile trovare una soluzione per recuperarla? Dov’ero prima, a Voghiera, c’è stata la rinascita della Delizia del Belriguardo, forse messa anche peggio di Villa Giglioli, con aiuti pubblici, nonostante la struttura sia privata». Sono parole di don Andrea Masini, parroco di Serravalle dal settembre del 2016, il quale esprime un desiderio, una voglia, una necessità o comunque quello che gran parte dei serravallesi, e non solo loro, vorrebbero, cioè che Villa Giglioli ritornasse come prima, meglio di prima.

«Ci sono possibilità di recupero della Villa Giglioli», risponde Andrea Zamboni, sindaco di Riva del Po e presidente dell’unione Terre e Fiumi, un’affermazione accolta con entusiasmo da parte dei partecipanti alla “Cerimonia di donazione dell’archivio di casa Giglioli”, alla quale era presente Giuseppe Indelli, erede dei Giglioli e attuale proprietario della Villa.

«Il progetto Crea, che gode del sostegno regionale e che punta sulla formazione, rappresenta un punto di riferimento per il recupero di Villa Giglioli – aggiunge il sindaco Zamboni –. Crea è finalizzato a sviluppare conoscenze e competenze di pubblico e privato. Si collega direttamente al parco progetti di Ponti per l’Europa, nell’ambito del quale sono state definite oltre cinquanta iniziative di sviluppo territoriale, le quali necessitano di essere finanziate con le opportunità fornite dalla Comunità europea attraverso i tanti programmi, che dunque vanno intercettati. Un’opportunità – dice ancora il primo cittadino – che dobbiamo cogliere per riportare Villa Giglioli al recupero e al rilancio. In questi giorni Crea vedrà gli incontri programmati e, una volta acquisite le competenze, si può partire».

E quindi basterebbe presentare un progetto valido, credibile, di recupero per arrivare al traguardo, ormai ricercato da 13 anni. Era il 1º gennaio del 2009 quando le fiamme, di origine dolosa, distrussero gran parte di Villa Giglioli, un pezzo di storia dell’intero territorio: l’immediato intervento dei vigili del fuoco non bastò a fermare le fiamme, che misero a nudo la parte occidentale della villa.

Favorevoli a qualsiasi tipo di intervento, pur di recuperare la Villa, sono gli eredi Indelli: «Quando abbiamo dato in uso la Villa – spiega Giuseppe Indelli – il nostro intento era quello di fare cosa buona e saggia. E invece le due società si sono presentate con progetti uno peggio dell’altro. L’epilogo lo sappiamo tutti, a posteriori non ci resta che recitare il mea culpa. Ora un recupero è ben accetto: ci va bene tutto, purché avvenga».

È giusto ricordare che la proprietà ha sempre messo a disposizione della comunità civile e religiosa spazi ed edifici.

D.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google