Partiti divisi sulla sentenza esultano gli ambientalisti
firenze. Il centrodestra (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) è compatto nel condannare le due sentenze del Consiglio di Stato che stabiliscono lo stop alla proroga delle concessioni balneari oltre il 2023. Anche se Francesco Ferrari, sindaco di centrodestra di Piombino, avverte: «Le sentenze si applicano. Il massimo giudice speciale amministrativo ha fatto suo un concetto che noi avevamo enunciato fin dal primo momento: Piombino non poteva essere l'unico caso italiano dove si dovesse applicare la Bolkestein». Ma sulle concessioni ai balneari le forze di governo dsi dividono. I Cinquestelle, con Marco Croatti, sono convinti: «La sentenza mette fine alla situazione di incertezza che da anni blocca gli investimenti nel nostro litorale indebolendo la nostra offerta turistica». Ancxhe se il Movimento 5 Stelle toscano, che nel 2019 votò per rinnovare le concessioni fino al 2033, è più soft. «Chiediamo a tutte le forze politiche di aprire un tavolo in vista del dl Concorrenza e della legge di Bilancio, dove si scriveranno le nuove regole a tutela dell’occupazione, degli investimenti e dell’ambiente», afferma il deputato livornese Francesco Berti. I vertici nazionali del Pd per ora invece non si sono espressi. Umberto Buratti, deputato fortemarmino, dice che è il momento che «la politica si assuma le proprie responsabilità e cominci subito a lavorare a una riforma della materia che tenga conto delle specificità del nostro demanio». Duro invece il leader della Lega Matteo Salvini: «La sentenza è imbarazzante: dice al Parlamento di smetterla di essere Parlamento, perché la Bolkestein non si discute. Faremo di tutto per tutelare il lavoro di balneari e ambulanti». Così il senatore versiliese di Forza Italia Massimo Mallegni e il collega di partito Maurizio Gasparri: «La sentenza rischia di essere letale per tante aziende, con cecità si vogliono annullare decenni di sacrifici per aprire il mercato ai grandi gruppi internazionali». Plaudono invece alla decisione dei giudici amministrativi Legambiente, che nel suo Rapporto 2021 aveva denunciato l'occupazione sempre più aggressiva a danno delle coste italiane con «oltre il 50% delle aree costiere sabbiose sottratto alla libera e gratuita fruizione». «In Italia c'è poca trasparenza sulle concessioni e poi c'è la questione dei canoni irrisori. Ora l'auspicio è che con questa sentenza le cose nel comparto balneare possano cambiare e migliorare, accelerando nella direzione della qualità e sostenibilità», sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. Aggiunge il presidente del Touring Club Franco Iseppi: “I cambiamenti in atto nel mondo del turismo devono essere interpretati anche in un'ottica competitiva. Le soluzioni per stimolare la crescita del comparto, premiando gli investimenti fatti, si possono trovare e dovrebbero conciliare le aspettative della domanda, delle imprese e il diritto dello Stato di trovare una giusta valorizzazione di un bene comune le cui concessioni valgono oggi appena 100 milioni di euro l'anno».
Luca Signorini
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