Ferrara-Porto Garibaldi il treno che entra nel Pnrr
Ieri l’annuncio dell’assessore Maggi durante il seminario con gli amministratori Sarà il progetto bandiera. L’ultimo convoglio per il mare fu bombardato nel 1945
Marcello Pulidori
Un sogno? Ora non più. La linea ferroviaria Ferrara-Porto Garibaldi–Lidi si appresta, dopo qualcosa come 70 anni, a fare il suo ritorno in grande stile. Il progetto, già definito tra i cosiddetti “progetti bandiera” che ogni Comune dovrà presentare attraverso i canali istituzionali ai bandi del Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), è stato ufficializzato ieri mattina dall’assessore comunale di Ferrara, Andrea Maggi nel corso del seminario dedicato agli amministratori pubblici dei Comuni del Ferrarese e incentrato proprio sul Pnrr e sulle sue ricadute sugli enti locali. Maggi, pur precisando che «si tratta di un progetto che andrà nuovamente valutato in sede di giunta comunale e che è suscettibile di qualche modifica», ha ammesso che quello della ferrovia Ferrara-mare è destinato a essere uno degli investimenti (e delle infrastrutture) più importanti degli ultimi decenni. D’altronde basta mettere in mezzo la storia: la ferrovia Ferrara-Porto Garibaldi è esistita fino al 1945 quando i bombardamenti misero fine alla possibilità di un suo ulteriore utilizzo. Di un suo ripristino, anche qui negli ultimi decenni, si è parlato a più riprese ma, tra inaugurazioni fantasma e “promozioni” più o meno fallite, le parole sono sempre rimaste tali. Ora, i 235 miliardi di euro messi dall’Unione Europea a disposizione dell’Italia aprono scenari imprevisti. E uno di questi è proprio il completamente della (già esistente) ferrovia Ferrara-Ostellato (attualmente gestita da Tper) con l’aggiunta dei 20 chilometri che consentirebbero di arrivare fino a Porto Garibaldi. Ferrara avrebbe dunque il suo treno per il mare. Un fatto che sarebbe storico ma anche di grande suggestione.
A guerra finita il materiale rotabile superstite venne trasferito sulla linea Rimini–Novafeltria e si riprese a ipotizzare la costruzione di una linea ferroviaria che collegasse Ferrara con Porto Garibaldi e il mare, sia riutilizzando il vecchio tracciato della ferrovia, sia attraverso nuovi tracciati. Ma, come detto, tutti i progetti sono rimasti sulla carta, compreso l’ultimo studio di fattibilità deciso nel 2009, lasciando che ad assicurare il servizio per Comacchio, Porto Garibaldi e i Lidi Ferraresi siano le autolinee gestite prima dalla Gcg Ferrovie Padane e ora da Fer.
«Al Governo abbiamo chiesto – ha detto ieri da Parma il sindaco Alan Fabbri che è anche vicepresidente dell’Anci regionale – che venga estesa la possibilità di assumere personale a tempo determinato anche ai Comuni: è fondamentale prevedere adeguate integrazioni di organico per supportare la predisposizione dei progetti del Pnrr». Ma su questa eventualità sembra che, come indicano fonti vicine al Governo, lo stesso premier Draghi abbiamo già risposto picche. «Ci attendiamo – ha detto ancora il sindaco Fabbri – che di questo lavoro di rete il Governo tenga conto e che i Comuni siano destinatari di finanziamenti diretti, questo al fine di eliminare inutili bizantinismi procedurali che comprometterebbero i tempi di realizzazione. Tempi che chiedono celerità. Penso al rafforzamento dell’assistenza sanitaria e della rete sanitaria territoriale».
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