I Club del fornello tornano a premiare i migliori studenti dell’alberghiero
È ripartita l’iniziativa dei due gruppi di Ferrara e Cento «Le borse di studio siano uno stimolo a dare il massimo»
Con la consegna delle borse di studio agli studenti del Vergani Navarra, il Club del fornello di Ferrara e il Club del fornello di Cento hanno così premiato il merito e al contempo celebrato la tradizione gastronomica tipica della cucina locale. I premiati sono Martina Cavallini, Veronica Magnani, Chiara Bozzato e Filippo Bovi. La consegna è avvenuta nel corso della serata conviviale di mercoledì nella sede del Vergani di Ferrara. Protagonisti della cena, dal momento dell’accoglienza al servizio di sala, ma anche nella preparazione delle ottime portate, proprio gli studenti dell’istituto alberghiero, coordinati dai loro professori Maria Cristina Borgatti, Liborio Trotta e Mirco Roccati. È stato il vicepreside, il professor Roberto Orlandi, a dare il benvenuto e a ringraziare il Club del fornello di Cento (rappresentato dalla presidente Santa Negrini e da Patrizia Guaraldi), e al Club di Ferrara (rappresentato dalla presidente Piera Pasotti), per il contributo allo studio dato agli studenti del Vergani Navarra. Presenti anche l’assessore all’istruzione del Comune di Ferrara, Dorota Kusiak, la presidente della commissione pari opportunità del consiglio comunale estense, Paola Peruffo, e una cinquantina di commensali, tra soci e ospiti.
Una bella occasione, la prima dopo la pandemia, per aprire l’anno sociale dei due club. Ma quello che si è tenuto al Vergani è stato anche un interclub dal significato ben più profondo. Una serata infatti dedicata non solo al grande valore della cucina, dei sapori e dei prodotti del territorio, ma anche volta a premiare il merito e incentivare i giovani della scuola a investire nel loro futuro.
LE ATTIVITà
«Riprendiamo a istituire, come facevamo in passato – ha aperto la presidente del Fornello centese, Santa Negrini – le borse di studio a studenti meritevoli di scuole alberghiere del territorio, sia specialistiche in cucina, che in sala e in accoglienza, perché possano tenere alto il valore dell’arte culinaria italiana nel mondo».
Un impegno che si aggiunge a quanto fatto fino a oggi: «Si è collaborato a costruire il Centro professionale alberghiero di Amatrice. Abbiamo aderito al nuovo progetto lanciato dal Club nazionale, ed esteso a tutte le delegazioni italiane ed estere, di raccogliere fondi da devolvere per un service annuale dedicato alla ricerca sia sanitaria che culinaria, come da finalità istituzionali del club stesso».
Consegnati fra gli applausi i quattro assegni allo studio agli studenti Cavallini, Magnani (già vincitrice lo scorso anno del 1º premio del concorso nazionale Illy Caffè), Bozzato e Bovi, pronti a proseguire gli studi dopo la maturità con percorso universitario, chi in agraria, chi in giurisprudenza, chi in tecnologie alimentari. «Un motivo per stimolare i ragazzi nell’orgoglio spingerli a dare sempre il meglio di loro stessi, perché possano continuare a studiare per continuare a valorizzare sempre più la cucina italiana nel mondo».
Dopo un lungo applauso dedicato ai ragazzi che, ai fornelli come ai tavoli, hanno dato tutto per l’ottima riuscita della serata, il saluto e il ringraziamento dell’assessore Kusiak: «Un riconoscimento non solo ai ragazzi e a tutto il corpo decente, ma all’eccellenza di questo istituto, nostro orgoglio».
Peruffo ha infine richiamato l’immagine del grembiule della nonna e dei suoi mille usi: «Rappresenta la forza delle donne che tutti noi dobbiamo ritrovare. Anche i nostri ragazzi. E questa, dopo la pandemia, è una serata di rinascita».
Beatrice Barberini
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