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Concessioni balneari Il sindaco è preoccupato «Famiglie in pericolo»

Concessioni balneari Il sindaco è preoccupato «Famiglie in pericolo»

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LIDI ESTENSI. «Non possiamo permettere che le aste pubbliche consegnino il nostro litorale alle multinazionali».

Anche il sindaco di Comacchio, Pierluigi Negri, interviene criticamente sulla sentenza del Consiglio di Stato che ha deciso di prorogare le concessioni balneari in essere al 2023, invece che al 2033 come aveva deciso il governo nel 2018. Un pronunciamento che, come noto, ha destato allarme e indignazione da parte degli imprenditori del settore.

Il primo cittadino lagunare si dice «molto preoccupato», visto che «in questi giorni ho riflettuto molto su quali possano essere le conseguenze della sentenza emanata dal Consiglio di Stato il 9 novembre. Sto parlando della sentenza con cui si dichiara l’invalidità della proroga al 2033 delle concessioni balneari, imponendo di riassegnarle tramite gara entro massimo due anni», riassume la vicenda il primo cittadino lagunare, che poi manifesta tutte le sue preoccupazioni. «Quanto deciso mette seriamente a repentaglio le oltre 100 famiglie che lavorano nel settore turistico balneare sul nostro territorio – dichiara Negri –. Imporre un termine così vicino come il 2023 creerà il caos e farà crollare gli investimenti proprio ora, in quella che dovrebbe essere la fase della ripresa. Al contrario, i nostri imprenditori dovrebbero poter sapere già da domani quello che accadrà fra due anni, non vivere nell’incertezza».

Negri chiede «una soluzione che garantisca la continuità e la tutela del lavoro. Serve una riforma, urgente, per tutelare chi ha fatto la storia del turismo, chi ha rischiato, investito, dà lavoro e risorse al territorio. In Spagna e Portogallo già da anni si sono adottate norme a tutela delle proprie imprese, come la riforma della Ley de Costas, difendendo i lavoratori del settore dall’aggressione delle norme europee. Perché in Italia – è l’interrogativo finale del sindaco – è invece la magistratura che si sostituisce ai legislatori?».

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