«Fa utili sulla pelle del personale Da Credem serve più rispetto»
Sindacati e dipendenti in piazza Guercino: «Qui cose mai viste in procedure simili a livello nazionale»
CENTO. «No ai tagli degli stipendi e dei contributi pensionistici dei lavoratori ex CariCento decisi da Credem. Proseguiremo anche in tribunali. I lavoratori e il territorio di Cento meritano rispetto. Vergogna Credem».
Schierate in piazza Guercino tutte le sigle sindacali, con i segretari nazionali Mauro Fanan (First Cisl), Mattia Pari (Fabi), Massimiliano Lanzini (Unisin) e Paola Morgese (Fisac Cgil), e una cinquantina di manifestanti.
i tagli agli stipendi
«Credem parla di grande attenzione nei confronti di clienti e lavoratori, di impegno per il territorio, e poi per prima cosa taglia gli stipendi – dice Fanan (Cisl) –. Inammissibile che si facciano utili sulla pelle di lavoratori. Non è questo il modo di fare banca, né di essere socialmente responsabili, né di comportarsi con chi lavora. In proporzione sono stati tagliati sono gli stipendi delle fasce più basse, di chi lavora in filiale o uffici, non dei top manager. Ma anche i clienti riscontrano tantissime difficoltà».
Alla base della protesta, come spiega Mattia Pari (Fabi), c’è il mancato accordo sindacale relativo alla fusione: «Quanto accaduto è una vergogna. Non ci sono mai state offerte condizioni negoziali per chiudere un accordo in linea con ciò che avviene in situazioni simili nel resto del settore. Se queste sono le premesse con cui il Credem si affaccia al risiko bancario, troverà forti resistenze da parte di tutti: sindacati, lavoratori, territori e addetti ai lavori. Il Credem ha i numeri per essere un attore importante dello scacchiere economico e dovrà prenderne atto».
80 dipendenti in meno
Massimo sostegno e solidarietà anche da Unisin con Lanzini e da Morgese per la Cgil: «Dovevamo scendere in piazza. Lo facciamo su mandato dei lavoratori. Rispetto ai 400 iniziali, oggi si parla di 320 dipendenti, che non hanno avuto formazione, allo sbando e in stato di grande disagio. Sta soffrendo anche la clientela. In tutte le fasi di questa fusione tra banche in buona salute, non è un salvataggio, i sindacati hanno dimostrato grande responsabilità, con proposte concrete in difesa dei diritti dei lavoratori Caricento – prosegue la sindacalista della Fisac-Cgil –. Ma da Credem chiusura totale, con la procedura per far decorrere i termini. La fusione quindi è stata chiusa, non solo senza alcun accordo, ma secondo una interpretazione che noi contestiamo. Se non bastasse, Credem ha poi ridotto la percentuale di contribuzione al fondo di previdenza complementare, cosa mai accaduta nel settore e che non potevamo avvallare. Ora non resta che intraprendere la strada della tutela dei diritti individuali dei lavoratori in tribunale. Ci saranno cause civili, che come sindacati affronteremo facendoci carico delle tutele e delle spese».
nuovo caso dopo carife
In linea Samuel Paganini, segretario della Fisac-Cgil di Ferrara: «Dopo Carife, quanto accaduto a Cento è l’ennesima perdita per la provincia di Ferrara. I risparmi e il credito ormai vengono gestiti altrove, che vuol dire problemi per clienti e imprese. Il rischio è che, senza il supporto di banche locali, nel Ferrarese gli effetti benefici e moltiplicatori del Pnrr possano non funzionare».
Beatrice Barberini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
