La conta dei danni arrivò a 400 miliardi
È un tragico bollettino di guerra, il resoconto dell’effetto distruttivo dell’alluvione nel Polesine di 70 anni fa. Complessivamente le vittime sono state 91, e di queste pesa fortemente la tragedia del pullman della morte che fu travolto dalla furia del fiume a Frassinelle. Sono state 900 le case letteralmente distrutte e circa 300 quelle danneggiate dall’ondata di piena che ha tracimato l’argine sinistro del Po. Furono 4.500 i bovini perduti e 13.859 aziende agricole hanno subito danni ingentissimi. Nel complesso le persone sfollate sono state 200mila. È stato calcolato che sono stati circa 3 miliardi i metri cubi di acqua che hanno invaso il Polesine in seguito all’alluvione del 1951. Sono stati 113mila gli ettari coltivati invasi dall’acqua del Po. Sono stato invece 300 gli ettari di terreno coltivabile coperti da uno strato di sabbia portato dall’alluvione. Complessivamente 60 i chilometri di argine che alla fine hanno ceduto al peso della spinta del Po. In totale sono stati distrutti dal fiume 52 ponti di collegamento sia tra la sponda polesana e il ferrarese che anche in territorio tutto rodigino. Sono stati 500mila i metri cubi al secondo che inizialmente sono usciti dalle tre rotte.
Si calcola che l’alluvione nel Polesine del 1951 abbia provocato in totale danni per 400 miliardi di lire. La raccolta di solidarietà con contributi da ogni angolo d’Italia e del mondo ha sfiorato quota 5 miliardi di lire.
Tra le curiosità di quel novembre, a una bambina polesana venne dato il nome di Alluvionata.
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